St Claret Mission
Imphal (Agenzia Fides) - "Per come è attualmente configurata sul terreno, la riconciliazione è ancora prematura nello stato di Manipur. Per quanto posso vedere, c'ancora risentimento nei cuori, c'è molta sofferenza, vi sono traumi psicologici. Ci vorrà ancora del tempo per guarire le ferite e poter riparlare di dialogo", dice in un colloquio con l'Agenzia Fides p. Marcus Thangminlun, CMF, novello sacerdote Clarettiano, ordinato a gennaio del 2026 nella comunità Claretiana locale. P. Thangminlun è il primo prete Clarettiano della comunità Kuki-Zo. I missionari Clarettiani sono presenti in diversi stati della regione dell'India nordorientale e dal 2023 sono organizzati in una provincia religiosa. Svolgono la loro missione in parrocchie e scuole, mentre nello stato del Manipur si avvertono ancora le conseguenze della violenza interetnica scoppiata a maggio del 2023 tra i gruppi Meitei e Kuki-zo.
"La società dello stato resta segnata da traumi e divisioni: i gruppi che KuKi e Meitei rimangono rigidamente separati, e nello stato vi sono anche i Naga, presenti in una società che si è ritrovata coinvolta e frantumata dal conflitto. I Kuki-zo chiedono uno stato autonomo, gli altri gruppi non concordano. Oggi parlare di convivenza risulta molto difficile", rileva.
Chiamato a vivere il ministero del sacerdozio in questa complessa situazione, p. Marcus, nativo del Manipur, dice: "Come prete parlo di pace e cerco di essere apostolo di pace, sia tra la gente semplice sia con i leader civili. Soprattutto preghiamo sempre per la pace", riferisce ,
Raccontando della missione dei Claretiani in Manipur, spiega; "Il nostro carisma è predicare la Parola di Dio e rispondere ai segni dei tempi: proviamo a farlo qui in Manipur, in una società lacerata. Solo lo Spirito di Dio può guarire le ferite e portare un' era riconciliazione", rimarca.
I Clarettiani hanno avviato la "St Claret Mission", aprendo tre centri per sfollati in tre distretti rurali del Manipur: "Aiutiamo la gente, abbiamo avviato scuole presso le parrocchie per venire incontro alle esigenze dei profughi. Sono sfollati interni giunti soprattutto dalla capitale Imphal, che non possono tornare allo loro case, alla loro vita precedente il conflitto. In alcuni casi, le loro case e proprietà sono state distrutte. Oggi sono soli e non hanno mezzi di sopravvivenza, non hanno scuole. Tra i miei confratelli, quattro Claretiani si dedicano loro, portando conforto e aiuto concreto".
"Alcuni sfollati - ricorda - hanno avuto, grazie agli aiuti della diocesi di Imphal, una casetta in cui stabilirsi. Molti altri non hanno nulla, vivono in totale indigenza. La situazione sociale e politica è in stallo e non vi sono facili vie d'uscita. Speriamo nella buona volontà di tutti", nota.
In Manipur la violenza è scoppiata nel maggio 2023 tra le tribù dei Meitei, ( il 53% dei 3,2 milioni di abitanti dello stato) e i tribali Kuki-Zo (circa il 16% della popolazione) Nello stato vivono i gruppi etnici Naga accanto ad altre minoranze .
Oltre 60.000 persone sono sfollate e i gruppi etnici diversi sono confinati in aree rigidamente separate. I gruppi tribali hanno chiesto la divisione dello Stato e un'amministrazione separata per le aree a maggioranza tribale, ma i Meitei si oppongono e finora anche il governo centrale e quello federale non hanno acconsentito a tale richiesta.
Dal 13 febbraio del 2025 il Manipur è sotto il governo presidenziale diretto di Nuova Delhi mentre si esplora la formazione di un governo che possa includere membri Kuki, Meitei e Naga.
Come appreso dall'Agenzia Fides, in queste settimane si stanno intensificando le consultazioni per formare un "governo popolare" nel Manipur. I gruppi Kuki-Zo vogliono garanzie scritte per un accordo politico, mentre sono in corso incontri con vari gruppi e leader dello stato e del governo federale. Secondo gli osservatori, si punta all'insediamento di un governo in Manipur entro febbraio 2026.
(PA) (Agenzia Fides 19/1/2026)