Wikimedia Commons Pakistan Humanitarian Aid Flood Relief
Islamabad (Agenzia Fides) - "A Rawalpindi siamo ancora in stato di massima allerta. Le piogge torrenziali non si fermano e dureranno, secondo le previsioni, almeno per un'altra settimana. A Nord di Islamabad un nubifragio ha scaricato una enorme quantità di pioggia in brevissimo tempo, che ha creato alluvioni e frane. E' stato terribile e improvviso. Numerosi villaggi sono stati spazzati via in poco tempo, con tante vittime e immensi danni a persone, case, campi di agricoltura. E' una situazione grave che ora si è estesa anche alle regioni centrali del Pakistan, come le aree di Lahore e Multan, in Punjab, e anche al sud, a Karachi, nella provincia del Sindh. La nazione è in ginocchio": così si esprime all'agenzia Fides p. Asif John Khokhar, vicario generale della diocesi di Islamabad-Rawalpindi e Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Pakistan, riferendo delle alluvioni che hanno fatto oltre 360 vittime negli ultimi giorni, soprattutto nella provincia montuosa di Khyber Pakhtunkhwa, nel nord-ovest del paese, dove interi villaggi sono stati colpiti da frane, lasciando le famiglie sepolte sotto le macerie.
Racconto il Vicario: "Siamo in uno stato di grande incertezza, le comunicazioni sono difficili e continuano le piogge, sicchè anche gli aiuti alle persone colpite sono ardui e a volte impossibili. Le connessioni telefoniche ed elettriche sono fortemente danneggiate o del tutto assenti. Abbiamo delle parrocchie nel territorio del Nord dove vi sono i nostri sacerdoti: sappiamo che sono vivi ma molta gente dei villaggi vicini è in condizioni disastrose e in pericolo di vita".
Prosegue p. Asif: "Si stanno cercando di organizzare aiuti, ma anche il governo provinciale ha grandi difficoltà. In questa precaria situazione si è attivata la solidarietà delle comunità cristiane, soprattutto tramite la Caritas e le singole parrocchie è già in atto, per quanto possibile".
Dalla zona centrale del Pakistan, P Francis Gulzar, parroco della chiesa di San Giuseppe a Gujranwala, nell'arcidiocesi di Lahore, racconta: "Anche qui l'alluvione ha interessato il territorio, con lo straripamento dei fiumi, con seri danni per le case e i raccolti". La rete delle comunità cristiane si è mobilitata per venire in soccorso agli sfollati: " Le chiese, le scuole, le parrocchie hanno aperto i battenti e danno rifugio a quanti hanno bisogno di tutto, dal cibo a un riparo: i profughi sono musulmani e cristiani, non fa differenza, veniamo incontro all'umanità povera, disagiata, disperata", rileva.
Piogge monsoniche torrenziali hanno colpito il Pakistan dagli inizi di luglio, provocando frane e inondazioni improvvise che, secondo le autorità, in circa due mesi hanno ucciso nel complesso più di 650 persone e ne hanno ferite oltre mille.
(PA) (Agenzia Fides 21/8/2025)
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