ASIA/INDIA - Sei nuovi Vescovi per l’India

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Bangalore, 6 febbraio 2015: Vescovi cattolici indiani guidano la processione per la pace e l'armonia della Nazione

di Gianni Valente

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Sei nuovi Vescovi cattolici per l’India, nominati tutti nello stesso giorno da Papa Francesco. È accaduto oggi, sabato 13 gennaio, come riferisce il bollettino quotidiano della Sala Stampa della Santa Sede.
La notizia di sei vescovi nominati in contemporanea per servire la Chiesa dello stesso Paese rappresenta già di per sé un evento non consueto nella prassi della Santa Sede. E nella “nomina multipla” di oggi, oltre al dato numerico, si possono cogliere anche altri elementi di rilievo ecclesiale. Fattori connessi ai profili eterogenei dei nuovi Vescovi, ai contesti diversi in cui saranno chiamati a esercitare il loro ministero episcopale e anche al processo che ha condotto alla loro nomina episcopale, realizzato sotto la competenza della sezione per la prima Evangelizzazione e le nuove Chiese particolari del Dicastero per l’Evangelizzazione.

Le 6 diocesi che accoglieranno i nuovi vescovi sono disseminate in regioni lontane tra loro, immerse nei contesti differenziati che connotano le diverse aree del Sub-Continente indiano: dallo Stato sud-occidentale di Katamaka (segnato nel recente passato da violenze nei confronti delle comunità cristiane) al Tamil Nadu, dall’iper-popolato Stato settentrionale dell’Uttar Pradesh al centrale Madhya Pradesh.
3 delle sei diocesi che hanno avuto i nuovi Pastori (quelle di Karwar, Kuzhithurai e Meerut) erano Sedes Vacantes (senza Vescovo) da diversi anni. In altre due diocesi (Jabalpur e Kumbakonam) il Vescovo ordinario aveva già compiuto 75 anni.
Le situazioni delle circoscrizioni ecclesiastiche affidate alla cura del Dicastero per l’Evangelizzazione appaiono molto diverse. Problemi e complessità di vario ordine, legate alle singole situazioni, possono rallentare i processi per la scelta di nuovi candidati all’episcopato.

I nuovi Vescovi hanno una età media inferiore ai 56 anni, e i loro percorsi individuali fanno immaginare profili variegati, appartenenti a diverse sensibilità ecclesiali.

Duming Dias, nuovo Vescovo di Karwar, ha 54 anni, e nel suo curriculum di studi figura anche un Master in Business Administration ottenuto presso la Karnataka State open University. Per più di 10 anni è stato anche docente e Preside di istituti scolastici come il Sacred Heart College a Shimoga.

Albert George Alexander Anastas, 57 anni, nuovo Vescovo di Kuzhithurai, ha conseguito un Dottorato in Teologia presso l’Università cattolica a Leuven (Belgio) e dopo l’ordinazione sacerdotale, tra incarichi ricoperti in parrocchie e seminari, è stato anche Direttore del Rural motivation programme (Diocesan Social Service Society) di Kottar e Professore presso il St. Paul’s Seminary, a Tiruchirappalli.

Bhaskar Jesuraj, 57 anni, nuovo Vescovo di Meerut, quando era seminarista al St. Joseph’s Regional Seminary di Allahabad (1989-1993) ha vissuto lunghi periodi in missione nel nord dell’India, e dal 2013 è stato Direttore e Preside di istituti scolastici come la St. Clare’s Senior Secondary School, ad Agra.

Valan Arasu, 56 anni, nuovo Vescovo di Jabalpur, ha conseguito il Dottorato in Economia presso la Rani Durgavati University, e dal 2008 al 2012 è stato anche Segretario per la commissione di dialogo tra religioni a Jabalpur.

Jeevanandam Amalanathan, 60 anni, nuovo Vescovo di Kumbakonam, ha conseguito il Dottorato in Teologia Pastorale a Roma, presso la Pontificia Università Lateranense nel 2008, e una volta tornato in patria è stato nominato Rettore e Parroco della Basilica di Poondi e, dal 2016, è Vicario Generale di Kumbakonam.

Justin Alexander Madathiparambil, 51 anni, nuovo Vescovo ausiliare della diocesi di Vijayapuram, dopo il Diploma in Filosofia conseguito all’Università del Kerala e gli studi in Filosofia e Teologia compiuti presso il St. Joseph’s Pontifica Seminary (Carmelgiri, Alwaye) ha conseguito la Licenza in Liturgia all’Università S. Anselmo e il Dottorato in Teologia Dogmatica all’Università Urbaniana a Roma. Dopo l’ordinazione sacerdotale ricevuta nel 1996 per la diocesi di Vijayapuramtra gli altri compiti assunti è stato anche Presidente della Vijayapuram Social Service Society, Presidente della Diocesan Corporate Educational Agency, e Direttore Diocesano delle Pontificie Opere Missionarie.

La varietà dei profili dei nuovi vescovi indiani conferma che il processo conclusosi con la loro nomina non era animato dall’intento di scegliere pastori profilati secondo uno stereotipo astratto, preconfezionato e omologante. Il criterio seguito ha valorizzato le diverse sensibilità e i diversi talenti dei sacerdoti chiamati all’episcopato, tenendo conto delle potenzialità di adattamento dei diversi profili a condizioni e contesti diversi.

Il processo che porta alla nomina di nuovi vescovi richiede una collaborazione crescente tra le Chiese locali, le Rappresentanze Pontificie presenti nei diversi Paesi e il Dicastero per l’Evangelizzazione. Una cooperazione che si configura come un cammino sinodale messo in atto nella definizione di scelte concrete. Durante le cosiddette “Provviste per i Vescovi”, quando si provvede a individuare chi sarà il nuovo Vescovo da mettere a capo di una diocesi, il processo e il confronto condotto dal Dicastero in merito alle diocesi affidate alla sua competenza punta in primis a cogliere ispirazioni e urgenze del Popolo di Dio rispetto ai Pastori che saranno chiamati a servirlo, nel condiviso cammino di fede.

Il Dicastero per l’Evangelizzazione, per servire il Papa e le Chiese secondo i criteri indicati nella Costituzione apostolica Praedicate Evangelium, nell’attuale fase punta a abbreviare i tempi per la scelta dei nuovi vescovi, ponendo in atto tutte le verifiche volte a assicurare che la successione apostolica nelle singole diocesi non sia possibilmente scandita da “interruzioni temporanee” dovute allo stato di “sede vacante”, e sia trasmessa a Pastori degni e idonei a assumere responsabilità e impegni connessi al mandato dei successori degli Apostoli.

Oggi, 13 gennaio 2024, oltre a nominare i 6 nuovi vescovi indiani, Papa Francesco ha anche accettato la rinuncia al governo pastorale presentata da Kannikadass Antony William, Vescovo di Mysore, il quale si è dimesso dal Governo della medesima Diocesi per motivi pastorali, attesa la situazione in cui versa la Sede in oggetto. Al riguardo, la Nunziatura Apostolica in India ha chiarito che tale rinuncia “non è da considerare come sanzione disciplinare inflitta al Mons. William”, ma rappresenta “una decisione pro bono Ecclesiae (per il bene della Chiesa) al fine di provvedere alla nomina di un nuovo Vescovo”. Lo status attuale del Vescovo Kannikadass Antony William - specifica la dichiarazione della Nunziatura - “è quello di ‘Vescovo Emerito di Mysore’. Al momento, questa rinuncia non implica alcuna restrizione canonica al suo ministero”.

Adesso anche i nuovi Vescovi indiani, coi loro limiti e i loro talenti, come tutti i loro confratelli nell’episcopato, saranno chiamati a custodire e far fruttificare l’unità nella Chiesa locale e con il Vescovo di Roma, chiedendo di essere loro stessi custoditi nella fede dalla preghiera del popolo di Dio. (Agenzia Fides 13/1/2024)


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