ASIA/PAKISTAN - Rivedere l’uso improprio della legge blasfemia: si avvia un iter in Senato

venerdì, 19 agosto 2016 blasfemia   diritti umani   minoranze religiose   islam   violenza   libertà religiosa  

P.A.

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Lahore (Agenzia Fides) - Le istituzioni pakistane hanno deciso di esaminare il nodo dell'uso improprio della legge di blasfemia. La Commissione per i diritti umani del Senato del Pakistan ha infatti annunciato una serie di incontri per discutere la questione con esperti legali, studiosi di religione e di altri organi competenti come il Consiglio dell'ideologia islamica. "E' uno sviluppo incoraggiante per i cristiani pakistani", commenta a Fides Alexander Aftab Mughal, attivista cristiano impegnato per la difesa delle minoranze religiose in Pakistan. "Le organizzazioni che tutelano i diritti delle minoranze religiose hanno chiesto da tempo al governo di femare l'uso improprio della legge di blasfemia".
Come appreso da Fides, la riunione della Commissione del senato è stato presieduta dal senatore Nasreen Jalil, che appartiene a Muttahida Qaumi Movement (MQM). La Commissione ha specificato che non intende chiedere modifiche alla legge, ma garantire l'equa attuazione della legge, dato che troppe persone innocenti hanno sofferto a causa del suo uso improprio. Il senatore Mohammad Ali Saif, anch'egli del partito MQM, ha detto che "la legge sulla blasfemia è stata abusato più di ogni altra legge nel paese" . Il senatore Sehar Kamran, del Partito Popolare del Pakistan, ha ricordato il caso dell'assassinio dell'ex governatore del Punjab, Salman Taseer, eclatante esempio di uso improprio di questa legge. “Occorre garantire che tali atti efferati non si ripetano”, ha aggiunto la senatrice Samina Abid del Pakistan Tehrik Insaf(PTI), ricordando che nell'80% dei casi di imputati per blasfemia c'è un uso improprio di questa legge, che colpisce persone innocenti.
Il focus è ora su possibili cambiamenti procedurali che ne impediscano gli abusi: la Commissione nazionale per i diritti umani (NCHR), organismo governativo, ha presentato una relazione su possibili emendamenti alla legge, che introdurrebbero modifiche procedurali per fermarne l'uso improprio. Tra le modifiche proposte, vi è quella affidare le indagini sui casi di blasfemia esclusivamente a un Sovrintendente di polizia e non a semplici agenti. Inoltre si pensa di escludere i tribunali di primo grado (facilmente influenzabili dai gruppi fondamentalisti islamici) dal compito di giudicare i casi di blasfemia e di affidarli a giudici ad hoc. Un altro provvedimento è la severa punizione prevista per chi formula false accuse. Infine si raccomanda che la legge rispetti e tenga conto di una persona che si scusa, nega l'accusa o esprime un sincero pentimento.
Dati questi elementi, la Procura avrebbe ampia discrezionalità nel procedere a registrare un capo di imputazione per blasfemia a carico di un accusato.
La maggior parte dei membri della Commissione per i diritti umani del Senato pakistano ha sostenuto la proposta di rivedere l'uso improprio delle leggi, mentre il Senatore Mufti Sattarullah del partito politico "Jamaat-i-Ulema Islam" ha detto che non vi era alcuna necessità di modificare la legge sulla blasfemia, suggerendo di inviare il tutto al Consiglio dell'ideologia islamica. A conclusione dell'incontro il senatore Nisar Muhammad del Pakistan Muslim League - N ha proposto di avere consultazioni con studiosi di religione e di esaminare il funzionamento della legge di blasfemia in altri paesi islamici. (PA) (Agenzia Fides 19/8/2016)


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