ASIA/INDIA - Primo intervento del Camillian Disaster Service International nella zona di Bihar

lunedì, 8 agosto 2016 solidarietà  

CTF

Patna (Agenzia Fides) – “Una tragedia annunciata, cosi viene definita da un giornalista di News 18, uno dei canali all news indiani, l’alluvione che ha colpito in particolare la regione di Bihar al confine con Nepal. Al momento ci sono pochi dati certi e tutti tragici”. Ne parla all’Agenzia Fides Marco Iazzolino, vice coordinatore internazionale della Camillian task force, organismo dell’Ordine dei Ministri degli Infermi – Camilliani, attiva dal 2001. “Sarebbero oltre 2 milioni le persone colpite, centinaia di migliaia gli sfollati e almeno un centinaio di morti. Di certo l’inondazione è stata causata dalle intense piogge nell’area del Terai (Nepal) che ha fatto tracimare i fiumi a valle in India.” “Tutto questo non basta a descrivere la drammaticità delle richieste di aiuto che arrivano ai religiosi Camilliani in India”, continua Iazzolino. “Come Camilliani abbiamo appena terminato il processo formale di riconoscimento di una Fondazione chiamata Camillian Disaster Service International (Cadis) che ha dato forma e continuità al lavoro della Ctf. Per portare la nostro solidarietà, Cadis India insieme a Caritas hanno in poche ore deciso di creare un team di primo intervento sanitario che aiuti nella prima fase di emergenza e accompagni in una seconda fase di sostegno. Il team di Cadis India si è ritrovato a Bangalore per fare il punto sulla logistica oltre ad una azione di orientamento in vista della partenza per Patna, capitale del Bihar ed epicentro dei danni provocati dalle inondazioni di questi giorni. Il team è composto da 7 persone guidate da padre Shju e Joji del Cadis India e da suor Stepheena, medico. Sono previste anche 4 infermiere che avranno il compito di curare la prima fase dell'intervento a cui seguiranno azioni strutturate. Dopo un primo momento a Patna nel centro diocesano in cui si raccoglieranno medicinali, il team si sposterà nel distretto di Supaul dove sarà ospitato dalla comunità locale e con la gente creerà la prima piattaforma logistica per gli aiuti nella zona”, conclude il team manager.
(AP/MI) (8/8/2016 Agenzia Fides)


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