ASIA/PAKISTAN - Cinque cristiani prosciolti dalle accuse di blasfemia

mercoledì, 22 giugno 2016 blasfemia   diritti umani   minoranze religiose  

P.A.

Lahore (Agenzia Fides) - Un tribunale anti-terrorismo di Lahore ha prosciolto cinque cristiani accusati di blasfemia. Il caso era stato registrato il 16 agosto 2015 contro sedici persone accusate di aver pubblicato materiale considerato offensivo verso l'islam. Il tribunale aveva anche aggiunto accuse di “istigazione all'odio settario”. Tra le vittime c’era il Pastore cristiano protestante Aftab Gill di Gujrat, che aveva pubblicato un manifesto con la parola "rasool" (in urdu: apostolo) per il suo defunto padre Fazal Masih, fondatore della sua comunità. I musulmani si sono sentiti offesi in quanto il termine “rasool” è un attributo del Profeta Maometto.
L’Ong CLAAS (Centre for Legal Aid Assistance and Settlement) che assicura assistenza legale ai fedeli, ricorda che "il termine ‘rasool’ è presente nella Bibbia in urdu e i cristiani non avevano alcun intento blasfemo”. A settembre dello scorso anno il tribunale anti-terrorismo di Gujranwala aveva negato la cauzione per gli imputati cristiani. Ora, dopo una nuova istanza promossa da CLAAS, cinque fedeli sono stati rilasciati.
"L'abuso della legge sulla blasfemia continua a colpire i cristiani in Pakistan" osserva CLAAS in una nota inviata a Fides. Il mese scorso almeno tre cristiani sono stati accusati di blasfemia a Mandi Bahauddin, mentre a Gujrat una sarta cristiana, Sonia Gill, è stata accusata per essersi seduta su un drappo recante versetti islamici sacri. Nei mesi scorsi, a Faisalabad, il cristiano Usman Liaqat è stato denunciato per blasfemia per aver pubblicato alcuni commenti sui social network. (PA) (Agenzia Fides 22/6/2016)


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