ASIA/PAKISTAN - Coniugi cristiani arsi vivi per blasfemia: si rischia l'impunità dei colpevoli

venerdì, 6 maggio 2016 blasfemia   islam   violenza  

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Lahore (Agenzia Fides) - E' un processo complicato, quello in corso, che vede alla sbarra i colpevoli del linciaggio di due coniugi cristiani Shahzad Masih e Shama Bibi, arsi vivi per presunta blasfemia il 4 novembre 2014. Nell'udienza di ieri, 5 maggio, davanti al Tribunale anti terrorismo di Lahore, che giudica il caso, è iniziato il "contro-interrogatorio" dei testimoni, che proseguirà nella prossima udienza del 9 maggio.
"I testimoni sono minacciati e anche gli avvocati lo sono" dice a Fides uno dei legali presenti in aula, il cristiano Sardar Mushtaq Gill, che rappresenta la famiglia delle vittime.
"Ci sono molte preoccupazioni sulla possibile impunità per i colpevoli" conferma a Fides l'avvocato Aneeqa Maria Anthony, coordinatore dell'organizzazione "The Voice Society", che offre anch'essa tutela legale alle vittime.
"Il governo ha annunciato che lo Stato del Pakistan si presenta come parte civile, sostenendo l'accusa, ma intanto i testimoni si sono rifiutati di riconoscere il principale imputato del caso, che è stato così liberato su cauzione. Ci sono 106 persone detenute accusate di questo linciaggio e, se il processo va avanti in questa direzione, sembra che tutti saranno liberati" conclude. (PA) (Agenzia Fides 6/5/2016)


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