VATICANO - Il Card. Filoni sugli Ordinariati militari nei territori missionari

sabato, 30 aprile 2016 filoni   conferenze episcopali  

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Le comunità ecclesiali definite Ordinariati militari “realizzano, nello specifico ambiente militare, con la peculiare mobilità che lo caratterizza, una presenza e un’attività che si accorda perfettamente con la finalità missionaria del nostro Dicastero”. Lo ha sottolineato il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (CEP), nel suo intervento pronunciato ieri a Roma, nel quadro delle iniziative per il Giubileo dei militari e della polizia, che ha avuto per tema “La situazione degli Ordinariati militari nei territori dipendenti dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli”, nel XXX anniversario della Costituzione Apostolica “Spirituali militum curae”.
Il Prefetto del Dicastero Missionario ha ricordato che dipendono dalla CEP sei Ordinariati militari: due in Asia (Corea del Sud e Indonesia), tre in Africa (Kenya, Sud Africa e Uganda) e uno in Nuova Zelanda. L’Ordinariato di più antica costituzione è quello dell’Indonesia (25 dicembre 1949), il più recente è quello della Corea del Sud (23 ottobre 1989). Il Card. Filoni ha sottolineato che “in nessun caso, è stato siglato un accordo formale con i rispettivi governi per l’assistenza spirituale delle forze armate” e ciò li espone “all’incertezza delle mutevoli situazioni socio-politiche che si possono verificare”. L’assistenza spirituale ai militari viene comunque assicurata anche in altri Paesi sotto la giurisdizione della CEP, secondo varie forme e modalità delle Chiese locali.
Soffermatosi sui motivi dell’ esiguità del numero degli Ordinariati militari (6) rispetto alla vastità dei territori affidati al Dicastero Missionario (1.111), il Card. Filoni ha sottolineato che “non sempre sono presenti quelle condizioni politiche che costituiscono i necessari presupposti per la creazione di circoscrizioni ecclesiastiche militari”. Inoltre la loro creazione “dipende dalla maturità politica, dal regime vigente, come pure dai rapporti tra Chiesa e Autorità statali”. Tra le altre ragioni l’instabilità governativa e, in alcuni casi, il timore dei Vescovi che “il potere politico possa servirsi dell’Ordinario castrense per ‘addomesticare’ ed ‘imbavagliare’ la Chiesa e l’episcopato”.
Gli Ordinariati militari dipendenti dalla CEP, eccetto quello della Corea, “presentano, il più delle volte una struttura poco più che embrionale” ha sottolineato il Cardinale, ricordando che i sei Ordinari sono tutti Vescovi, e tre di loro sono anche Ordinari di Arcidiocesi. I cappellani militari, poco più di 170, appartengono quasi tutti al clero secolare, mentre le religiose sono poco più di una quarantina, la maggioranza concentrate nell’Ordinariato della Corea del Sud. “Per lo più, i cappellani non sono inquadrati militarmente (non hanno cioè i gradi) e, nella generalità, non sono incardinati nell’Ordinariato Militare” ha precisato il Cardinale.
Il Card. Filoni ha concluso il suo intervento citando le parole del Santo Padre Francesco ai partecipanti al IV Corso di formazione dei cappellani militari al diritto internazionale umanitario, le quali “indicano con forza la convinzione che deve animare e l’impegno che deve assumere, in particolare la cosiddetta ‘Chiesa in stellette’, di essere una autentica Chiesa artigiana della pace”. (SL) (Agenzia Fides 30/4/2016)


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