OCEANIA/VANUATU - Un mese dopo il passaggio del ciclone Pam: la rete della Chiesa a favore dei disastrati

giovedì, 16 aprile 2015

Port Vila (Agenzia Fides) - La Chiesa cattolica dell’arcipelago delle Vanuatu, con il supporto delle Caritas Oceania, comprese Caritas Australia e Caritas Aotearoa New Zealand, ha distribuito tende, teloni e altri materiali di emergenza alle popolazioni colpite dal passaggio del ciclone Pam, un mese fa, che sono ancora senzatetto. Molta gente infatti vive all’aperto, senza cibo, medicine, e i residenti si trovano ad affrontare uno degli eventi più disastrosi che abbia mai colpito il loro arcipelago.
Con le reti della Caritas, la diocesi di Port Vila sta cercando di rispondere tempestivamente ai principali bisogni della popolazione. Circa il 70% rischia di essere sfollato. Quindicimila abitazioni sono andate completamente distrutte o danneggiate e 75 mila persone sono ancora senza un alloggio. Le condizioni di vita sono ancora molto difficili nonostante gli interventi , tra gli altri, della Croce Rossa di Vanatu, di Oxfam New Zealand grazie al quale la diocesi di Port Vila, attraverso il programma ‘Cash for Work’, sta distribuendo sussidi economici alle famiglie più bisognose. L’obiettivo è favorire il recupero delle comunità e delle famiglie e promuovere nel contempo la dignità delle comunità interessate.
La diocesi di Port Vila sta inoltre portando avanti il piano della rete cattolica focalizzato su come aiutare le comunità dell’arcipelago e delle isole esterne a ricostruire ripari e a fornire mezzi di sussistenza, oltre ad essere impegnata a migliorare la preparazione delle comunità nell’ipotesi di eventuali disastri futuri. La Caritas gestisce programmi di aiuto alle comunità a Vanuatu e in altri Paesi del Pacifico per identificare le persone più a rischio in caso di disastri, le tecniche per ridurne le vulnerabilità e preparare la popolazione alle catastrofi, insegnando come proteggere case, magazzini alimentari, forniture di emergenza e a sviluppare piani di evacuazione. (AP) (16/4/2015 Agenzia Fides)


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