OCEANIA/AUSTRALIA - “Free the Children”: campagna per la liberazione dei bambini immigrati tenuti in prigione

venerdì, 13 febbraio 2015

Sidney (Agenzia Fides) – La Commissione Australiana per i Diritti Umani ha appena reso note le sue conclusioni sulla detenzione dei bambini immigrati. A questo riguardo Catholic Mission, organismo ufficiale delle Pontificie Opere Missionarie che si occupa in particolare di minori, ha comunicato all’Agenzia Fides il proprio disappunto. “Siamo molto preoccupati per le conclusioni di questa relazione - in particolare per il danno psicologico insormontabile che si sta causando ai bambini che sono ancora in stato di detenzione” ha detto a Fides Martin Teulan, direttore nazionale di Catholic Mission. “I piccoli sono costretti a vivere in condizioni deplorevoli che avranno un duro impatto a lungo termine, soprattutto nello stato insulare di Nauru dove ci sono ancora 119 bambini con un futuro incerto. Siamo fermamente convinti che la detenzione degli immigrati non è mai, in nessun caso, nell’interesse del bambino. Chiediamo pertanto il loro immediato rilascio” ha detto Teulan.
“Il rapporto evidenzia che la legge e la politica australiana violano l’importante principio dei diritti umani secondo cui i bambini possono essere detenuti solo come ultima risorsa e per il più breve tempo possibile. Sosteniamo la raccomandazione chiave del rapporto di modificare la legge sulla migrazione per specificare un periodo strettamente limitato di tempo di detenzione dei minori” ha precisato il direttore nazionale. Catholic Mission, come membro della Coalizione Australiana per mettere fine alla detenzione dei bambini immigrati, ha coordinato “Free the Children”, una campagna itinerante nel Paese, per coinvolgere l’intera comunità su questo problema e che terminerà solo con la liberazione di tutti i bambini. “La politica carceraria dei bambini è insostenibile, e questa potrebbe essere un’opportunità per il Governo di prendere la decisione sensata di liberare tutti i bambini detenuti nelle strutture, sia sulla terra ferma che sulle isole in mezzo al mare” conclude Martin Teulan. (AP) (Agenzia Fides 13/2/2015)


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