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2014-04-01

EUROPA/SPAGNA - Un mondo nuovo, senza discriminazione razziale

Madrid (Agenzia Fides) – Denunciare le gravi dicriminazioni razziali ed etniche presenti nel mondo e mettere in rilievo che queste possono essere eliminate attraverso progetti di sviluppo integrale che favoriscano la dignità e la convivenza pacifica tra le persone senza alcuna distinzione: questi gli obiettivi che si propone per tutto il 2014 l’ong cattolica spagnola Manos Unidas, attraverso la campagna “Un mondo nuovo, progetto comune”.
Tra questi, nella Repubblica Democratica del Congo, a Biseba, provincia di Kasai, è stato da poco portato a termine il progetto “Sostegno alla produzione agricola-alimentare”, grazie al quale sono state formate nel settore 280 famiglie povere, ed è stata incoraggiata la convivenza in armonia dei membri di due etnie della zona, mwene tshilengi e binene, che vivono in villaggi adiacenti ma si considerano “nemici”. In India, nella località di Saparamgutu a Singhbhum Ovest, distretto di Jharkhand, si sta costruendo una scuola per 39 comuni limitrofi e un totale di 400 bambini tribali tra 5 e 13 anni e le loro rispettive famiglie, della tribù Ho, che registra un tasso di alfabetizzazione molto basso, che vivono isolate e prive di assistenza di ogni genere. In Vietnam ci sono 14 minoranze che rappresentano il 14% della popolazione e hanno un accesso molto limitato alla terra, all’economia e ai servizi pubblici che riguardano istruzione e sanità. Nella Repubblica Dominicana, il 43% dei suoi 10 milioni di abitanti vive sotto la soglia della povertà e la disuguaglianza è uno dei principali ostacoli per lo sviluppo. Tra i gruppi più svantaggiati ci sono i migranti haitiani e i loro discendenti, il 90% dei quali vive in situazioni di estrema povertà, senza acqua, sanità o energia elettrica, in villaggi popolari delle grandi città e nei ‘bateyes’, zone marginali che si trovano nelle aree tradizionalmente destinate all’industria della canna da zucchero del Paese. Sono privi di stato giuridico, non hanno alcun documento di cittadinanza o residenza, il 50% sono analfabeti. (AP) (1/4/2014 Agenzia Fides)

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