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2013-09-19

ASIA/VIETNAM - Dialogo con la Santa Sede, tensione nella diocesi di Vinh

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il dialogo fra Santa Sede e Vietnam prosegue su un binario di buone relazioni e collaborazione, mentre si registra tensione nella diocesi di Vinh, dove proseguono le proteste per l’arresto di due fedeli della chiesa di My Yen, in carcere dal giugno scorso senza un capo di accusa. Come appreso da Fides, la questione è emersa durante la visita di una delegazione del Comitato per gli affari religiosi del Governo vietanmita, in Vaticano dal 15 al 20 settembre. La delegazione vietnamita ha avuto incontri con il sottosegretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Mons. Tadeusz Wojda, e con il sottosegretario per i Rapporti con gli stati, Mons. Antoine Camilleri, partecipando anche all’Udienza generale tenuta da Papa Francesco il 18 settembre, ricevendo un breve saluto dal Papa.
Come riferito a Fides, nei dialoghi intercorsi, in un clima disteso e cordiale, la delegazione ha rimarcato che il governo vietnamita si impegna a garantire il diritto alla libertà di religione e a “lottare contro elementi che causano instabilità sociale”. Ha espresso, inoltre, la speranza che i credenti vietnamiti siano coinvolti attivamente nella costruzione e lo sviluppo del paese.
La Santa Sede ha osservato “i positivi sviluppi nelle relazioni bilaterali”, apprezzando il sostegno del governo alle attività della Chiesa cattolica vietnamita, attestate dal Rappresentante non residente della Santa Sede in Vietnam, l'Arcivescovo Leopoldo Girelli. I seminari cattolici, ad esempio, non hanno più un “numero limitato di nuovi ingressi” imposto dal governo (come avveniva in passato) e oggi i candidati al sacerdozio continuano a crescere. Assicurando che i cattolici vietnamiti rispettano le autorità, le politiche e le leggi del Vietnam, si è notata la situazione di tensione nella diocesi di Vinh, che meriterà “ulteriori approfondimenti”. La Chiesa – si è concluso – intende operare per il bene del popolo vietnamita e per questo avrebbe il desiderio di impegnarsi anche nel campo dell’istruzione, aprendo scuole e istituti educativi: come auspicato, sarebbe un segno ulteriore di rafforzamento delle relazioni bilaterali. (PA) (Agenzia Fides 19/9/2013)

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