ASIA/SIRIA - La comunità cristiana chiede il rilascio di un cantautore armeno e di altri sette rapiti

martedì, 6 novembre 2012

Aleppo (Agenzia Fides) – Sam Ghannoum è un giovane cantautore cristiano armeno di 28 anni. Viene da una famiglia armena che vive in un sobborgo di Aleppo. E’ conosciuto nella comunità per le sue composizioni sonore fatte di melodie classiche orientali, dolci e avvolgenti, e per canzoni che presentano il messaggio cristiano di amore e di pace. Sam è anche uno dei giovani siriani che, nei mesi scorsi, sulla sua pagina Facebook, ha criticato il governo e si è detto vicino agli ideali originari della rivoluzione siriana: democrazia, libertà, diritti umani. Per questo ha iniziato a ricevere minacce e intimidazioni a fermare le sue pubblicazioni. Circa venti giorni fa, il 15 ottobre, Sam è stato prelevato dai servizi segreti siriani e da allora non si hanno più sue notizie. La sua famiglia, come riferito in un messaggio inviato a Fides dal gruppo “Syrian Non-Violence Movement”, è in pena, teme per la sua vita, ribadisce “la buona fede e la purezza degli ideali di Sam” e chiede il suo immediato rilascio. Secondo fonti locali, Sam sarebbe detenuto dalla “Air Force Intelligence” ad Aleppo.
“Sono un cantante di 28 anni e amo la musica”, così si presentava Sam ai suoi ascoltatori. “La musica per lui è un mezzo potente per toccare i cuori ed evangelizzare”, racconta una fonte di Fides ad Aleppo. Fra le ultime poetiche parole che ha lasciato, Sam diceva: “Mi è negata la libertà, mi è fatto divieto di pensare, ma le idee e le parole non hanno paura della morte. Ora mi restano sono lacrime di tristezza, il mio cuore è stato ucciso”. La comunità armena di Aleppo chiede, spera e prega per la liberazione di Sam, perché possa tornare a comporre canzoni e a diffondere il messaggio di amore di Cristo attraverso la musica.
Altri sette cristiani armeni sono stati rapiti nei giorni scorsi mentre erano su un pulmino che viaggiava da Aleppo verso Beirut. Secondo fonti locali di Fides, il sequestro è opera delle bande armate non identificate che operano nel galassia delle forze di opposizione al regime. Si attende la richiesta di un riscatto, secondo una prassi che sembra ormai consolidata sul terreno di lotta. “A subire le conseguenze più gravi del conflitto sono i civili innocenti”, conclude la fonte di Fides. (PA) (Agenzia Fides 6/11/2012)


Condividi: Facebook Twitter Google Blogger Altri Social Network