AFRICA/SUD SUDAN - “Sudan e Sud Sudan devono vivere in pace”: messaggio dei Vescovi cattolici e anglicani ad un anno dall’indipendenza sud sudanese

lunedì, 9 luglio 2012

Juba (Agenzia Fides) - “Le relazioni tra i governi del Sudan e del Sud Sudan sono deteriorate ad un livello inaccettabile. Rifiutiamo la guerra come opzione per risolvere le dispute e facciamo appello a tutte le parti di rispettare il cessate-il-fuoco e di ritirare le loro forze dalla regione di confine”. È l’appello lanciato da Sua Ecc. Mons. Paulino Lukudu Loro, Arcivescovo cattolico di Juba, e da Mons. Daniel Deng Bul, Arcivescovo Episcopale di Juba e Primate della Chiesa Episcopale di Sudan, in un messaggio congiunto pubblicato in occasione del primo anniversario dell’indipendenza del Sud Sudan, che si celebra oggi, 9 luglio.
I due leader cristiani, lodando gli sviluppi positivi che si sono verificati nel corso dell'ultimo anno, esprimono pure i loro timori per il deterioramento delle relazioni tra Sudan e Sud Sudan, per i conflitti inter-etnici in Sud Sudan, e per le tre guerre civili ancora in corso in Darfur, nel Sud Kordofan e nel Nilo Azzurro.
Nel messaggio si ricorda pure la irrisolta questione di Abyei, regione ricca di petrolio contesa dai due Stati: “Il Protocollo di Abyei del Comprensive Peace Agreement (l’accordo del 2005 che ha permesso lo svolgimento del referendum del gennaio 2011 sull’indipendenza del Sud Sudan), offre i mezzi per risolvere il problema di Abyei attraverso un referendum”. Le tensioni tra Sudan e Sud Sudan hanno bloccato le esportazioni del petrolio sud sudanese attraverso il territorio del Sudan, danneggiando l’economia di entrambi gli Stati. “Il petrolio è una risorsa donata da Dio che deve beneficiare i due Paesi” ricordano i due Arcivescovi. “Chiediamo un accordo basato su norme internazionali per il trasporto del greggio e per riconoscere i danni causati dell’attuale impasse alle popolazioni di entrambi gli Stati. I prezzi sono in aumento e vi sono carenze di beni essenziali, incluso il carburante, che rendono la vita difficile ai cittadini comuni”.
A seguito dell’indipendenza del Sud Sudan, diversi cittadini originari del nuovo Stato sono stati espulsi da Khartoum, un fatto ricordato dal messaggio nel quale si esprime preoccupazione per gli attacchi contro edifici cristiani in Sudan (vedi scheda).
Per quanto riguarda il Sud Sudan, i due leader religiosi, pur ricordando i progressi fatti nell’ultimo anno, sottolineano alcuni gravi problemi che affliggono il nuovo Stato come la corruzione, le tensioni etniche e i problemi con alcuni Stati confinanti. (L.M.) (Agenzia Fides 9/7/2012)


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