AFRICA/GUINEA BISSAU - Ipotesi di un invio di militari della CEDEAO a Bissau, mentre gli statali non ricevono lo stipendio

giovedì, 26 aprile 2012

Bissau (Agenzia Fides)- La Comunità degli Stati dell’Africa Occidentale (CEDEAO/ECOWAS) intenderebbe inviare in Guinea Bissau una forza militare di oltre 600 soldati. È quanto è trapelato alla vigilia del Vertice dei Capi di Stato dei Paesi membri che si apre oggi ad Abidjan (Costa d’Avorio), dedicato alle crisi in Mali (aperta dopo il golpe del 22 marzo) e in Guinea Bissau (dove i militari hanno rovesciato il governo il 12 aprile). I militari della CEDEAO, provenienti da Nigeria, Costa d’Avorio, Senegal e Burkina Faso, avrebbero il compito di proteggere le istituzioni e le figure politiche locali dagli arresti effettuati dai golpisti. Nei giorni scorsi era stato raggiunto un accordo tra la giunta militare ed alcuni partiti politici per avviare un periodo di transizione, al fine di favorire il ritorno della legalità democratica. L’intesa era stato però giudicata “non conforme alla costituzione” dalla CEDEAO, che aveva espresso disappunto anche per la continuazione degli arresti di esponenti politici da parte dei militari golpisti.
“L’invio di una forza militare della CEDEAO è al momento solo un’ipotesi che non sembra neppure molto condivisa dai suoi stessi membri” dice all’Agenzia Fides p. Davide Sciocco, missionario del PIME e direttore di Radio Sol Mansi. “Qui a Bissau se ne parla da qualche tempo, e il comando delle forze armate locali aveva avvertito che non avrebbe accettato l’arrivo di forze militari straniere nel Paese, a meno che non fosse concordato con le autorità del Paese. I militari golpisti hanno dunque fatto capire che non vogliono interventi di contingenti stranieri”. I golpisti infatti avevano motivato il colpo di Stato con la necessità di evitare che il contingente militare angolano presente nel Paese assumesse un ruolo nella vita politica locale.
Padre Sciocco riferisce che “la popolazione è in attesa delle conclusioni del Vertice della CEDEAO, ma la preoccupazione maggiore riguarda l’annuncio reso noto ieri dal comando della giunta militare, circa l’impossibilità di pagare gli stipendi dei dipendenti statali”. Le difficoltà economiche legate anche alla raccolta degli anacardi (vedi Fides 24/4/2012) giocheranno un ruolo di primo piano nella soluzione della crisi. (L.M.) (Agenzia Fides 26/4/2012)


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