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Africa

2004-06-07

AFRICA/SUDAN - Darfur: immane tragedia umanitaria. Oltre 2 milioni tra profughi e rifugiati interni

Khartoum (Agenzia Fides)- Mentre si fanno nuovi progressi per la pace nel sud Sudan, continua l’emergenza nel Darfur, la regione occidentale del Sudan teatro di violenze che hanno colpito pesantemente la popolazione civile. Sabato 5 giugno, il vicepresidente sudanese Ali Osman Taha e John Garang, capo dell’Esercito Popolare di Liberazione del Sudan (SPLA) hanno firmato a Nairobi una dichiarazione con la quale viene lanciata la fase finale dei negoziati di pace per il sud Sudan. Rimane però alta la tensione nel Darfur dove si affrontano esercito regolare e milizie filo-governative da una parte, e due movimenti di guerriglia che reclamano maggiore attenzione da parte governativa nei confronti della regione, che sostegno essere stata “marginalizzata” dal governo centrale.
Nonostante il cessate il fuoco annunciato dal governo, fonti di agenzie umanitarie riferiscono di bombardamenti con aerei ed elicotteri di villaggi della regione. La comunità internazionale ha calcolato che occorrono 236 milioni di dollari per aiutare gli oltre 2 milioni di rifugiati interni e di profughi del Darfur. Finora però sono stati stanziati solo 126 milioni di dollari. Si parla ormai apertamente di immane tragedia umanitaria.
Il governo sudanese ha permesso alle organizzazioni umanitarie internazionali di accedere alle zone interessate dai combattimenti. Ieri, 6 giugno, 16 operatori umanitari erano stati rapiti dall’Esercito di Liberazione del Sudan, uno dei gruppi di guerriglia che si batte contro il potere centrale. Gli ostaggi sono poi stati liberati.
L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha aperto un nuovo campo per accogliere i profughi sudanesi rifugiatisi in Ciad. Il nuovo campo situato a Djabal è l'ottavo allestito fino ad ora in Ciad orientale ed il secondo nella parte meridionale dei 600 chilometri di frontiera interessati. L’UNHCR sta lavorando per aumentare la capacità di trasporto nella parte più meridionale della zona di confine interessata dall'esodo, dove l'inizio della stagione delle piogge ha già cominciato a rendere impraticabili alcune strade, ostacolando l'accesso alle località in cui si trovano i rifugiati.
L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati afferma che il flusso di rifugiati continua incessantemente. Per far fronte all’arrivo di nuovi profughi, l’UNHCR sta inviando personale aggiuntivo ed ha incrementato la capacità di trasporto su camion per poter trasferire il più rapidamente possibile i rifugiati nei campi d’accoglienza. (L.M.) (Agenzia Fides 7/6/2004, righe 34 parole 395)

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