EUROPA/PORTOGALLO - I Vescovi dei Paesi di lingua portoghese riuniti in Cina, preoccupati per l’aumento del traffico di esseri umani e per i problemi della globalizzazione, chiedono di risvegliare lo spirito missionario nelle coscienze assopite

lunedì, 29 settembre 2008

Macao (Agenzia Fides) - I Vescovi delle Chiese di lingua portoghese, al termine dell’Incontro dei Presidenti Episcopali delle Chiese lusofone che si è svolto a Macao (Cina) (vedi Fides 23/9/2008), manifestano la loro preoccupazione per il dramma tanto frequente del traffico di esseri umani, soprattutto donne e bambini, promosso da influenti gruppi internazionali.
Inoltre, nel comunicato emesso al termine dell’incontro, sottolineano l’incremento dell’affluenza delle persone nelle grandi città, cosa che fa aumentare la povertà, limita il rispetto dei diritti umani e favorisce la corruzione. Un altro problema evidenziato dai Vescovi è il “movimento tendente a ridurre l’influenza della Chiesa nella società”. Per cui è di fondamentale importanza diffondere strumenti “per una maggiore riflessione filosofica e teologica che entri in dialogo con la cultura contemporanea e locale, capace di favorire iniziative pastorali e promuovere la qualità della fede cristiana del Paese”.
Tra gli aspetti positivi i partecipanti all’Incontro mettono in risalto l’aumento degli aiuti agli studenti africani nelle Università del Brasile, del Portogallo e di altri Paesi, chiedendo la predisposizione di condizioni di dignità umana durante il periodo di formazione, tanto importante per lo sviluppo delle comunità di origine alle quali torneranno una volta terminati gli studi.
“La memoria di Macao – si legge ancora nel comunicato finale - come posto-chiave dell’attività missionaria nell’Estremo Oriente e come ponte e piattaforma con la Cina”, ha portato nei partecipanti il desiderio di intensificare il lavoro missionario come strada preferenziale. Tutti hanno concordato con l’urgenza di risvegliare lo spirito missionario nelle coscienze assopite. “Non c’è nessuna situazione, anche precaria, che giustifichi la mancanza di azione missionaria. L’ardore generoso nell’annuncio farà sempre crescere la Chiesa locale”.
Un altro tema trattato dai Vescovi durante l’Incontro è stato quello della globalizzazione, ed in particolare l’analisi dei meccanismi ambivalenti che intervengono in questo processo. Secondo i Vescovi, la globalizzazione ha aggravato l’abisso tra i ricchi e i poveri. A tal proposito si sono ripromessi di approfondire questo processo cercando di assumere i vantaggi che esso comporta al fine di creare una solidarietà globale.
Al termine del comunicato vengono presentate una serie di proposte, tra cui una maggiore comunicazione in rete, riservando un’attenzione permanente ai fatti, ai problemi e alle principali sfide nei diversi Paesi attraverso l’Agencia Ecclesia che in Portogallo costituirà il punto di unione tra tutti, insieme alla Fundação Evangelização e Culture. Viene poi chiesto di creare una borsa di volontariato in diversi campi, secondo le necessità presentate dai singoli Paesi. È chiesto inoltre di sensibilizzare gli imprenditori cattolici affinché investano nel campo della salute nelle regioni più bisognose, oltre a riorganizzare le istituzioni presenti nel campo della cooperazione dei Paesi lusofoni (Fundação Evangelização e Culture, Caritas e l’Associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre), creando una coscienza più concreta, qualificata ed universale per sostenere progetti di sviluppo nelle diverse Chiese. Infine viene proposta la realizzazione di un programma di promozione e valorizzazione della lingua portoghese. (RG) (Agenzia Fides 29/9/2008)


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