AMERICA/REPUBBLICA DOMINICANA - Celebrato l’Atto di Consacrazione della nazione al Cuore Immacolato di Maria: non è una formula magica per risolvere i problemi del Paese, ma i dominicani devono lottare contro la violenza familiare, il narcotraffico, l’insicurezza e la corruzione

venerdì, 26 settembre 2008

Santo Domingo (Agenzia Fides) – L’Episcopato dominicano, in occasione della Festa della Vergine della Mercede, il 24 settembre ha celebrato l’Atto di Consacrazione della Repubblica Dominicana al Cuore Immacolato di Maria (vedi Fides 15/9/2008). L’Atto è stato recitato simultaneamente in tutte le Diocesi della Repubblica Dominicana. Il Cardinale Nicolás de Jesús López Rodríguez, Presidente della Conferenza Episcopale, lo ha celebrato nel Cerro de La Vega.
Durante la celebrazione, il Cardinale López Rodríguez ha condannato la corruzione, l’immoralità, i crimini, la povertà ed in particolare il narcotraffico, considerato come un male perverso e disgraziato, reclamando maggiore impegno per affrontarlo e per proteggere la famiglia e la società dalla sua minaccia. Allo stesso tempo ha implorato Dio affinché aiuti a “perseverare nella fede cattolica a servizio di Cristo”, chiedendo l’avvento del “suo regno di giustizia, amore e pace e la forza del suo Spirito per vincere l’egoismo, l’odio, la malvagità e la bugia”. Ha chiesto anche che si fortifichi la fede del Paese, incoraggiando la speranza per una Patria migliore, al fine di giungere ad una vera conversione come fedeli discepoli del Signore, formando comunità per essere missionari della nuova evangelizzazione. Ha chiesto inoltre l’intercessione della Vergine Santissima affinché protegga le istituzioni, ed in particolare la famiglia, i bambini e i giovani.
A Santo Domingo l’Atto principale ha avuto luogo nella Cattedrale ed è stato presieduto dal Vescovo Ausiliare, Sua Ecc. Mons. Pablo Cedano. Il rito ha avuto inizio con la recita del Rosario ed è terminato con la Santa Messa delle ore 12. “In questa occasione – ha spiegato il Vescovo nella sua omelia - la Chiesa cattolica dominicana si mette in ginocchio davanti alla situazione del Paese, e prega per i delinquenti, i trafficanti di droghe, quanti sono implicati in questo commercio, per la povertà e per i danni causati dal maltempo”. Per il Vescovo, la situazione attuale non è molto diversa delle altre epoche difficili, perché sebbene “ora la guerra non si chiami ‘terza guerra mondiale’”, senza dubbio esistono altri conflitti: “le guerre di oggi sono fatte di scontri, droga, delinquenza, pornografia, sesso, dall’avere a qualunque costo, contro la vita nascente, contro la famiglia e contro ogni essere umano che cammina per le strade nell’insicurezza”. Mons. Cedano ha inoltre rivolto un appello alla comunità cristiana cattolica a partecipare alla missione che avrà luogo in tutte le Arcidiocesi nel mese di marzo, per consacrare le loro famiglie a Dio.
Da parte sua, l’Arcivescovo emerito dell’Arcidiocesi di Santiago, Sua Ecc. Mons. Juan Antonio Flores Santana, ha sottolineato la necessità di aggrapparsi al Cuore Immacolato di Maria per uscire dai mali attuali. “Il Paese dominicano deve pregare permanentemente l’Onnipotente, affinché liberi la famiglia dominicana da questi mali, portando la pace e la concordia”, ha affermato. Tuttavia, ha indicato il Vescovo, la Consacrazione al Cuore di Maria non è una formula magica per risolvere i problemi del Paese, ma i dominicani devono lottare contro la violenza familiare, il narcotraffico, l’insicurezza cittadina e la corruzione. La Santa Messa è stata preceduta dal cenacolo della consacrazione della Nazione dominicana al Cuore Immacolato di Maria. (RG) (Agenzia Fides 26/9/2008)


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