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2003-04-15

ASIA/FILIPPINE - PREOCCUPAZIONE DEI VESCOVI CHE LA GUERRA IN IRAQ TORNI A INFIAMMARE IL CONFLITTO NELLE FILIPPINE SUD

Manila (Agenzia Fides) - Il conflitto in Iraq rischia di radicalizzare la guerriglia indipendentista nel Sud delle Filippine: lo ha dichiarato Mons. Orlando Quevedo, Presidente della Conferenza Episcopale delle Filippine e Arcivescovo di Cotabato, sull'isola di Mindanao.
I recenti episodi di violenza registrati in tutta Mindanao - spiega l'Arcivescovo - fanno pensare a una radicalizzazione di elementi del Moro Islamic Liberation Front (MILF) e soprattutto di larghe frange di giovani musulmani, fenomeno particolarmente preoccupante. Secondo Mons, Quevedo, la posizione di questi gruppi oggi si avvicina più che in passato al gruppo Abu Sayyaf, considerato da tutti gli osservatori formazione terrorista. Lo slogan - nota l'Arcivescovo - è oggi "separazione ad ogni costo e con ogni mezzo".
La violenza a Mindanao è divampata durante l'azione bellica angloamericana in Iraq, specialmente nella città di Davao, dove due gravi attentati dinamitardi - uno in marzo, l'altro agli inizi di aprile, episodi ai quali si sono aggiunti altri attacchi di minore entità - hanno ucciso 38 persone, ferendone oltre 200. Fra le vittime anche una religiosa, Suor Dulce de Guzman, delle Suore Francescane dell'Immacolata Concezione. "Quello che fa paura - afferma Mons. Quevedo - è il terrorismo a danno dei civili, che fa cadere ogni ipotesi di negoziato e di pace".
Il MILF aveva siglato un cessate il fuoco con il governo filippino nel 2001, concordando sulla parziale autonomia da Manila, e abbandonando i propositi di secessione. Ma dopo l'11 settembre, la guerra in Afghanistan e poi quella in Iraq, molti settori del MILF sembrano essere tornati su posizioni più estremiste e aver scelto la strada della guerriglia, rifiutando la presenza di militari americani nel Sud dell'arcipelago, giunti con funzioni di addestramento delle truppe filippine .
L'Arcivescovo, ricordando che gli attentati compiuti in aprile hanno danneggiato tre moschee, afferma: "L'attacco a luoghi sacri come le moschee cerca di infiammare i sentimenti religiosi e di introdurre la dimensione di fede in un conflitto che è prima di tutto politico ed economico".
Ai leader religiosi e ai semplici fedeli, cristiani e musulmani - conclude il Presule - spetta il delicato compito di disinnescare il pericolo della bomba a orologeria della guerra totale nelle Filippine Sud. Mons. Quevedo chiede che si faccia ogni sforzo possibile, da parte della popolazione locale e del governo di Manila, per ricondurre la situazione verso "una pace possibile". (PA) (Agenzia Fides 15/4/2003 lines: 33 words: 376)

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