AMERICA/BOLIVIA - Appello alla pace, cammino ecumenico, fenomeno migratorio, importanza della V Conferenza del CELAM: alcuni punti indicati dal Card. Terrazas all'inizio dell'Assemblea Plenaria dei Vescovi

venerdì, 20 aprile 2007

Cochabamba (Agenzia Fides) - I Vescovi della Bolivia hanno iniziato il 19 aprile la loro 84º Assemblea Plenaria. Il tema principale sarà quello delle nuove sfide alla Chiesa nel campo dell'evangelizzazione, la sfida di portare avanti un avvicinamento ecumenico con le altre confessioni cristiane, oltre a valutare l'importanza per la realtà boliviana e latinoamericana degli apporti della Bolivia alla V Conferenza Generale del CELAM. Inoltre i Vescovi analizzeranno la situazione sociale e politica del paese e pubblicheranno un messaggio al popolo boliviano alla fine dei lavori.
Nel suo discorso di apertura dell'Assemblea, il Cardinale Julio Terrazas, Arcivescovo di Santa Cruz e Presidente della Conferenza Episcopale Boliviana, ha lanciato un forte appello alla pace e all'unità dei boliviani oltre ad analizzare altri problemi. In primo luogo ha ricordato l’imminente V Conferenza del CELAM, attraverso la quale "irrompe la forza dello Spirito che ci invita ad aprire la mente ed il cuore della nostra Chiesa locale" e ha ricordato che la Chiesa in America Latina ha il compito ineludibile di "presentare Cristo Gesù, Via, Verità e Vita, alle generazioni di oggi, che vivono nei processi di globalizzazione che implicano correnti di secolarizzazione, relativismo etico morale ed un materialismo pratico generalizzato".
Un altro tema che interessa i Vescovi è quello del dialogo ecumenico, che sarà trattato durante l'Assemblea per "analizzare l'abbandono della nostra Chiesa da parte di un buon numero di fedeli e come rispondere al comando del Signore che tutti siano uno". Tra i problemi che la nazione affronta, vi sono le conseguenze delle inondazioni che hanno colpito il paese: "ancora oggi sono migliaia i fratelli che continuano a vivere nella sofferenza e nell'insicurezza". In questo senso, sebbene gli aiuti siano stati molto generosi, “c'è ancora molto da ricostruire, restaurare, rifare. Il paese richiede politiche di prevenzione dai disastri e la costruzione di difese che assicurino la vita alle intere popolazioni". Riguardo all'esodo massiccio di fratelli boliviani che lasciano il paese "decisi ad affrontare un'avventura imprevedibile che, a volte, comporta umiliazioni e sfruttamenti che denigrano la dignità della persona umana", i Vescovi affermano che "il fenomeno ha preso l'aspetto di un vero esodo, che ci deve mettere in discussione come cristiani e come Chiesa, ma anche come paese". Il Cardinale ha citato anche l'Assemblea Costituente, augurando che i rappresentanti restituiscano a tutti i boliviani la speranza che questi hanno riposto in loro. Infine, un forte appello ad abbandonare la violenza e le guerre "che sono una negazione della Pasqua". "Cerchiamo l'armonia e la pace tutti i giorni, nel nostro paese" ha continuato il Card. Terrazas, auspicando che la nuova legge sull’educazione raccolga gli apporti di tutti e sia efficace, perché "un paese avanza solamente quando ha un'educazione che arriva a tutti e che forma persone responsabili, mature e libere."
"In questo contesto pasquale - ha concluso il Card. Terrazas - l'avvenimento di Aparecida ci offrirà la certezza che non siamo soli, là si progetteranno le linee del nostro agire come Chiesa nel Continente dalla Speranza. Essere discepoli e missionari è un regalo di Dio, ma anche un compito".
Da parte sua il Nunzio Apostolico ha chiesto di concentrarsi sulla difesa e sul rispetto della vita e della famiglia, perché "il futuro, non solo della società ma anche della Chiesa, si presenterà pieno di speranza nella misura in cui verrà difesa e promossa la vita e la famiglia", augurando in questo senso che la nuova ‘Fondazione Vita e Famiglia’, approvata dalla Conferenza Episcopale e che ha iniziato la sua attività alcuni giorni fa (vedi Fides 11/4/2007) raggiunga in pieno i suoi obiettivi. (RG) (Agenzia Fides 20/4/2007; righe 42, parole 596)


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