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Asia

2003-10-08

ASIA/FILIPPINE - NONOSTANTE GLI ULTIMI ATTENTATI E SEQUESTRI, OTTIMISMO SUI NEGOZIATI DI PACE FRA GOVERNO E RIBELLI ISLAMICI – E I VESCOVI RIBADISCONO: “LA RELIGIONE FUORI DAL CONFLITTO”

Manila (Agenzia Fides) – “Sul processo di pace sono ottimista. Oggi gli attori in campo (governo filippino e leader dei ribelli) e gli appoggi esterni (Stati Uniti, Malaysia, Organizzazione della Conferenza Islamica) sono protesi verso la pace. Esistono tutte le premesse necessarie per raggiungere un accordo”. Lo ha detto in un colloquio con l’Agenzia Fides il filippino padre Eliseo Mercado, responsabile dell’Ufficio Giustizia e Pace dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, e consigliere della Commissione che, fra una decina di giorni, sarà impegnata al tavolo del negoziato in Malaysia per discutere ed elaborare un accordo di pace per le Filippine Sud.
Gli incontri negoziali, che si terranno a Kuala Lumpur con la mediazione della Malaysia, saranno preceduti da un’assemblea dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (OIC), dal 16 al 18 ottobre, al quale parteciperà anche la presidente delle Filippine Gloria Arroyo. Padre Mercado commenta: “Per la prima volta un leader cattolico parteciperà all’incontro dell’OIC che si terrà in Malaysia. E’ un segnale di apertura molto importante. Dopo il recente sequestro avvenuto nel Borneo e gli ultimi attentati a Mindanao, Malaysia a e Filippine intendono perseguire seriamente la pace”.
Sull’episodio dell’esplosione in una moschea il 3 ottobre a Midsayap, presso Cotabato – con la morte di un importante funzionario governativo locale e di un imam che guidava la preghiera islamica – padre Mercado afferma: “Va sottolineato che gli autori sono membri di bande criminali senza controllo. Non credo che questo tragico evento comprometterà il processo di pace, anche se ha creato malumori a livello locale. E’ di certo una provocazione che vorrebbe far fallire i negoziati, prima ancora che riprendano. Ma il Moro Islamic Liberation Front (MILF) si è subito offerto di collaborare per trovare i colpevoli e l’Arcivescovo di Cotabato, Mons. Orlando Quevedo, ha scritto una lettera pastorale condannando l’atto terroristico, chiedendo il rispetto per i luoghi di culto e ribadendo che le religioni devono restare fuori dal conflitto”.
La lettera, dal titolo “Un crimine che grida al cielo”, definisce il delitto commesso “diabolico, senza rispetto per alcuna religione, per gli esseri umani e per Dio”. L’Arcivescovo ha invitato tutta la popolazione a non farsi prendere dal desiderio di vendetta e ha chiesto alla presidente Arroyo di fare di tutto il possibile per evitare un’escalation di violenza. Intanto i leader religiosi di Midsayap – dove su 80mila abitanti i cristiani sono l’80% e i musulmani il 20% – hanno organizzato e guidato un corteo per la pace a cui hanno partecipato migliaia di persone.
Dopo la cattura di uno dei leader di Yusop Tadah, uno dei leader del gruppo terrorista Abu Sayyaf, come riportato dall’Agenzia EFE, padre Mercado afferma: “Va ricordato che un atro pericoloso terrorista, Fahtur Rahman Al Ghozi è latitante, mentre voci insistenti sostengono una certa complicità della polizia coni ribelli. Bisogna fare chiarezza. Ma queste bande, piuttosto che agire con fini politici o religiosi, sono soprattutto dedite a sequestri per ottenere riscatto in denaro”.
Il missionario conclude: “Sono ottimista per il successo dei negoziati pace. Esiste oggi un’orchestra che suona all’unisono: il governo filippino, la Malaysia, l’OIC, gli Stati Uniti e il MILF. L’accordo è più vicino anche perchè il MILF ha oggi un nuovo leader laico, molto pragmatico, che è Ebrahim Murad. Bisogna cogliere l’occasione propizia per stipulare la pace. Occorre un piano di ricostruzione e sviluppo per l’isola di Mindanao, e la presidente Arroyo ha chiesto anche fondi alla Banca Mondiale per questo”.
Secondo gli osservatori, la Arroyo tiene molto al processo di pace perchè vorrebbe incassare un grande successo politico prima delle elezioni del maggio 2004, per le quali ha già annunciato, contrariamente a quanto dichiarato in passato, di ricandidarsi.
(PA) (Agenzia Fides 30/09/2003 Lines: 57 Words: 667)

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