ASIA/LIBANO - Ucciso un sacerdote maronita

mercoledì, 4 novembre 2026

Beirut (Agenzia Fides) Padre Samir Mikhael Daou, sacerdote maronita originario di Ain Jrain, nel distretto di Jbeil, è stato trovato assassinato nella propria abitazione lo scorso 29 ottobre.

Secondo le autorità libanesi e le ricostruzioni dei media locali, il sacerdote era scomparso nel pomeriggio del 28 ottobre. L'ultimo segnale del suo telefono cellulare è stato rilevato nella città di Jbeil (nota anche come Byblos) intorno alle ore 13, dopodiché il dispositivo è risultato spento.

Il suo corpo, privo di vita e con evidenti tracce di sangue, è stato rinvenuto al secondo piano di una casa di sua proprietà ad Ain Jrain.

Il sacerdote sarebbe stato accoltellato e derubato dei suoi effetti personali, tra cui il portafoglio, il telefono cellulare e l'automobile.

Le Forze di sicurezza interne (ISF) libanesi hanno avviato immediatamente le indagini, analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza e ricostruendo gli spostamenti del veicolo rubato.

I sospetti si sono concentrati sin da subito su un lavoratore stagionale di nazionalità siriana, identificato dai media locali come il ventiduenne Arkan al-Naddaf, che Padre Samir aveva ingaggiato per aiutarlo nella raccolta delle olive. Il sospettato è stato arrestato dalle autorità libanesi e, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, avrebbe confessato il delitto durante l'interrogatorio.

Padre Samir prestava servizio presso le parrocchie di Hsoun e Ferhet ed era conosciuto per aver dedicato la propria vita al servizio di Dio e della comunità, con umiltà e amore. Nel 2023, padre Daou aveva scritto delle difficili condizioni in cui versavano le comunità cristiane delle parrocchie montane presso le quali aveva prestato servizio, segnate dal collasso economico, dall'emigrazione e dalle numerose difficoltà della vita quotidiana.

Originario di Ain Jrain e di circa 62 anni, padre Daou era sposato e padre di un figlio e tre figlie.

Il patriarca maronita Bechara al-Rai ha condannato quello che ha definito «l'atroce crimine», invitando le autorità di sicurezza e giudiziarie a fare piena luce sulla vicenda e ad assicurare i responsabili alla giustizia.

«Invitiamo le autorità di sicurezza e giudiziarie competenti a condurre le indagini con tutta la serietà e la fermezza necessarie, a chiarire pienamente le circostanze di questo crimine, ad accertare la verità, a identificare i responsabili e a portarli davanti alla giustizia, con l'obiettivo di preservare la dignità umana, difendere la giustizia e porre fine a qualsiasi violazione della sacralità della vita umana».

Anche Michel Aoun, eparca maronita di Jbeil, ha espresso in un comunicato il proprio profondo cordoglio per la morte di padre Daou. Mons. Aoun ha inoltre ringraziato le forze dell'ordine per il loro impegno e ha esortato la cittadinanza a mantenere un atteggiamento responsabile e moderato, evitando al contempo la diffusione di informazioni non verificate. (L.M.) (Agenzia Fides 4/11/2026)


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