AMERICA/MESSICO - Culiacán, apprensione per la scomparsa di padre Clemente Morales Topete

martedì, 27 ottobre 2026

Città del Messico (Agenzia Fides) – Non si hanno ancora notizie di padre Clemente Morales Topete, 67 anni, parroco della chiesa di Cristo Risorto, nella diocesi di Culiacán, scomparso il 24 ottobre.

Il sacerdote è stato visto per l’ultima volta nel pomeriggio di quel giorno, intorno alle 16, dopo essersi recato a una visita medica nel quartiere di Montebello, a Culiacán, capitale dello Stato di Sinaloa, nel nord-ovest del Messico.

La scomparsa ha suscitato profonda apprensione tra i fedeli. In un comunicato diffuso il 25 ottobre, la Conferenza dell’episcopato messicano (Conferencia del Episcopado Mexicano, CEM) ha espresso “la propria vicinanza al Vescovo di Culiacán, monsignor Jesús José Herrera Quiñonez, ai sacerdoti, alla famiglia di padre Clemente Morales Topete e alla comunità parrocchiale di Cristo Risorto”, condividendo la preoccupazione della Chiesa diocesana per la scomparsa del sacerdote.

“Esortiamo le autorità competenti ad adempiere al proprio dovere e a collaborare all’urgente ricerca di padre Clemente”, prosegue la nota.

Per favorire le ricerche, la CEM ha inoltre invitato «i mezzi di comunicazione, le comunità parrocchiali e la cittadinanza a diffondere l’avviso ufficiale di scomparsa e a prestare attenzione a qualsiasi informazione che possa essere utile al suo ritrovamento».

Nel frattempo, su alcuni account social messicani sono circolate notizie, attribuite a presunte “fonti vicine all’indagine” o all’Unità specializzata antisequestro della Procura generale, secondo cui il sacerdote sarebbe stato rapito da membri de La Mayiza, una fazione del Cartello di Sinaloa legata alla famiglia Zambada. Le stesse indiscrezioni indicano come ultima posizione nota del sacerdote un’area nei pressi della diga di Sanalona, a est di Culiacán.

Al momento, tuttavia, non risultano conferme ufficiali di queste ricostruzioni. Né il presunto coinvolgimento de La Mayiza né la localizzazione a Sanalona trovano riscontro nelle dichiarazioni ufficiali della Chiesa e nelle informazioni diffuse dai principali organi di stampa, che riferiscono della scomparsa nel quartiere di Montebello e delle ricerche in corso.

La vicenda si inserisce in un contesto di forte violenza che interessa Culiacán, teatro di scontri tra La Mayiza e Los Chapitos, le due fazioni in cui si è diviso il Cartello di Sinaloa.

Il conflitto è esploso nel 2024, dopo che Ismael “El Mayo” Zambada García, fondatore e storico capo della fazione legata alla sua famiglia, è stato condotto negli Stati Uniti e consegnato alle autorità statunitensi. Secondo la ricostruzione emersa all’epoca, Zambada sarebbe stato attirato in una trappola da uno dei figli di Joaquín “El Chap”» Guzmán, fondatore del cartello, detenuto negli Stati Uniti dal 2017.

Alla guida de La Mayiza è indicato Ismael Zambada Sicairos, figlio di “El Mayo”, conosciuto con il soprannome di “Mayito Flaco”. La fazione è contrapposta a Los Chapitos, il gruppo guidato dai figli di “El Chapo”. (L.M.) (Agenzia Fides 27/10/2026)


Condividi: