Abuja (Agenzia Fides) – L’ultimo, barbaro rapimento di oltre 60 fedeli da una moschea a Borgu, nello Stato del Niger, e l’orribile massacro di 47 cittadini innocenti, con altri 17 gravemente feriti, a Ukum, nello Stato di Benue, rappresentano un ulteriore peggioramento della situazione della sicurezza”. Lo affermano i Vescovi della Nigeria in una dichiarazione del 26 agosto, firmata da Mons. Matthew Man-Oso Ndagoso, Arcivescovo di Kaduna e Presidente della Catholic Bishops’ Conference of Nigeria (CBCN).
“Che si trovino in una moschea, in una chiesa, in un mercato o nella tranquillità delle proprie case, i nigeriani continuano a essere massacrati, traumatizzati e sfollati impunemente”, afferma il Presidente della CBCN.
I Vescovi nigeriani esprimono le proprie condoglianze a tutte le persone colpite dalla violenza commessa da diversi gruppi armati. “Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie in lutto nello Stato di Benue e preghiamo per la pronta guarigione dei feriti”, affermano, rivolgendo un particolare pensiero alla comunità musulmana di Borgu. “Siamo fermamente solidali con i nostri fratelli e sorelle musulmani nello Stato del Niger e in tutta la Nigeria, pregando perché tutti i 60 fedeli rapiti siano presto liberati sani e salvi. Un attacco a qualsiasi luogo di culto è un attacco alla nostra collettività”.
Gli episodi ai quali si riferiscono i Vescovi riguardano una serie di attacchi avvenuti nell’Area di governo locale (LGA) di Borgu, nello Stato del Niger, nella Nigeria centro-settentrionale, il 21 agosto, durante la preghiera del venerdì, e nella LGA di Ukum, nello Stato di Benue, anch’esso nella Nigeria centro-settentrionale.
Nel caso di Borgu, bande armate, forse collegate a gruppi come Lakurawa o a una fazione rivale come Mahmuda/Mamuda, hanno condotto attacchi coordinati contro comunità e moschee nel distretto di Dekara. Tra gli obiettivi figuravano alcune moschee di Dekara, compresa la Moschea Centrale, oltre a quelle di Kpenya e Sabon-Gida/Gidan-Zana e ad alcuni villaggi vicini, come Masaka.
Gli aggressori hanno fatto irruzione durante la preghiera del venerdì e hanno rapito i fedeli, conducendone molti nelle foreste vicine, nei pressi del lago Kainji. Le stime sul numero dei sequestrati variano: alcune fonti parlano di oltre 60 persone, altre di più di 100. Secondo alcune testimonianze, i banditi avrebbero rapito anche donne e bambini, andando a prelevarli casa per casa.
A Ukum, tra il 16 e il 17 agosto, nelle prime ore del mattino, bande armate a bordo di motociclette hanno assalito diverse comunità nel distretto di Mbazun/Mbaterem, conducendo attacchi simultanei. Il bilancio è stato di 47 vittime, mentre altre 17 persone sono rimaste gravemente ferite.
Di fronte a questi e ad altri episodi di violenza contro le comunità nigeriane, i Vescovi chiedono alle autorità governative e ai responsabili degli organi preposti alla sicurezza “di fare tutto il possibile per fermare questa carneficina nella nostra terra”.
I membri della CBCN rivolgono infine un pressante appello “ai banditi, ai terroristi, ai rapitori e ai loro mandanti” affinché fermino lo spargimento di sangue: “La vita umana appartiene solo a Dio e nessuna causa giustifica questa crudeltà. Non si può costruire un futuro sulle lacrime di persone innocenti”. (L.M.) (Agenzia Fides 28/8/2026)