Lusaka (Agenzia Fides) – Si complica la crisi post-elettorale in Zambia, dopo la scadenza del termine per presentare ricorso contro la vittoria del presidente Hakainde Hichilema alle elezioni del 13 agosto (vedi Fides, 13/8/2026), senza che l’opposizione sia riuscita a depositare fisicamente il ricorso presso la Corte Suprema. Le varie sedi dell’Alta Corte, infatti, sono state chiuse in base a una direttiva governativa (vedi Fides 24/8/2026). Gli edifici sono stati transennati e circondati dalla polizia, mentre una circolare amministrativa della magistratura ha intimato al personale di non presentarsi al lavoro.
La chiusura delle sedi giudiziarie ha coinciso con l’ultimo giorno del termine costituzionale di sette giorni previsto per la presentazione di un ricorso relativo alle elezioni presidenziali successive alle elezioni generali del 13 agosto.
Gli avvocati dell’opposizione hanno tentato, all’ultimo momento, di trasmettere via e-mail al presidente della Corte Suprema i documenti relativi al ricorso. Il presidente ha confermato di aver ricevuto l’e-mail e la relativa documentazione. Pur definendo altamente irregolare la modalità di trasmissione, ha esercitato i propri poteri amministrativi deferendo i documenti alla Corte Costituzionale, affinché valutasse se la petizione potesse essere considerata regolarmente presentata.
L’ufficio del presidente Hichilema, tuttavia, ha diffuso un comunicato nel quale si afferma che gli organi giudiziari non hanno ricevuto alcun ricorso e che, pertanto, la cerimonia di insediamento del presidente si terrà regolarmente il 1° settembre.
Di fronte a questa situazione, il direttore esecutivo di Caritas Zambia, padre Gabriel Mapulanga, ha chiesto riforme costituzionali volte a rafforzare la separazione dei poteri tra esecutivo, legislativo e giudiziario. Padre Mapulanga ha definito la chiusura delle sedi dell’Alta Corte un episodio deplorevole, sottolineando che un provvedimento di questo genere non dovrebbe essere adottato in una democrazia senza una chiara comunicazione pubblica.
Se le chiusure fossero state effettivamente motivate da problemi di sicurezza, come sostenuto dalla polizia, le autorità avrebbero dovuto informare tempestivamente il pubblico e le parti interessate, indicando modalità o date alternative per la presentazione dei documenti. Il direttore esecutivo di Caritas Zambia ha inoltre esortato le organizzazioni della società civile a impegnarsi con determinazione per promuovere riforme in grado di garantire meglio l’indipendenza dei tre poteri dello Stato. (L.M.) (Agenzia Fides 26/8/2026)