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di Cosimo Graziani
Washington (Agenzia Fides) - Negli Stati Uniti la Camera dei Rappresentanti ha approvato un disegno di legge che punta a bloccare per il prossimo anno fiscale gli aiuti alla Nigeria e giustifica tale misura come risposta alle violenze contro i cristiani nel Paese africano.
Il disegno di legge è stato approvato a metà luglio con una maggioranza di 217 voti a favore contro 209 contrari. La proposta richiede che i governi stranieri e i “soggetti cattivi siano ritenuti responsabili per le persecuzioni delle persone di fede”, e che l’assistenza alla Nigeria sia diminuita “fino a quando non siano prese azioni effettive volte a proteggere le comunità cristiane che soffrono per la violenza religiosa”.
La proposta elenca anche gli obiettivi delle misure che vuole introdurre, ovvero offrire “ sostegno a “programmi a favore della libertà religiosa all’estero e protezione alla libertà religiosa per organizzazioni basate sulla fede che si occupano di cooperazione”.
La proposta di legare gli aiuti finanziari alla Nigeria alla situazione dei cristiani nel Paese è stata portata avanti da due parlamentari repubblicani: Riley Moore, rappresentante della West Virginia, e Jeff Steube della Florida. Moore da tempo sosteneva l’idea di bloccare i fondi per il Paese africano chiama do in causa la necessità di difendere i cristiani. Nel corso dei mesi poi si era esposto sostenendo che in Nigeria fosse in atto un genocidio contro i cristiani, accusando il governo federale non mettere in atto le misure necessarie contro gli estremisti fulani. Inoltre, aveva anche proposto che Stati Uniti e Nigeria firmassero un accordo di sicurezza per la protezione dei cristiani.
Moore ha proposto inizialmente una riduzione del 50% degli aiuti al gigante africano, mentre Steube ha presentato un emendamento che tagliava del tutto gli aiuti ad Abuja. Al momento della votazione, la Camera ha approvato l’emendamento. Steube ha annunciato l’approvazione della proposta di legge con un post su X: “I contribuenti americani non dovrebbero mai finanziare i governi che chiudono gli occhi mentre i cristiani sono sequestrati, torturati e uccisi”.
Va sottolineato che si tratta di una prima approvazione di una proposta di legge e non di una legge vera e propria. Per fare in modo che il piano fiscale per il 2027 diventi vincolante occorre che la stessa proposta venga approvata anche dal Senato e venga firmata dal Presidente Donald Trump.
L’attuale amministrazione USA già a febbraio ha reso pubblico un rapporto in cui classificava la Nigeria come il posto più pericoloso per i cristiani nel mondo. A seguito di questo rapporto il Paese africano è stato definito “Paese di particolare preoccupazione” per Washington, un’etichetta respinta dal governo di Abuja e da organizzazioni locali e internazionali, che hanno sottolineato come le violenze in Nigeria colpiscano indiscriminatamente cristiani e membri di altre religioni.
Negli ultimi mesi apparati di Nigeria e Stati Uniti hanno lavorato assieme, gli USA hanno mandato dei soldati nel Paese, giustificando l’invio come sostegno alla lotta contro vari gruppi terroristici. La collaborazione ha portato ai ringraziamenti di Trump su questo tema, come testimoniato dalla lettera che il Presidente USA ha inviato al governo nigeriano nelle scorse settimane. Secondo quanto rende noto il governo di Abuja, Trump avrebbe anche ringraziato l’amministrazione Tinubu per le sue azioni per combattere i problemi “che affliggono le comunità cristiane”. Dichiarazioni che appaiono in contrasto con la votazione della Camera dei Rappresentati, ma che difficilmente bloccheranno l’approvazione finale della proposta. (Agenzia Fides 26/7/2026)