AFRICA/ALGERIA - Nelle urne algerine vince ancora l’astensionismo

giovedì, 9 luglio 2026 politica   geopolitica   elezioni  

Algeri (Agenzia Fides) - Come nel 2021, anche alle ultime elezioni parlamentari in Algeria, che si sono tenute lo scorso 2 luglio, l’affluenza alle urne è stata bassissima. Rispetto a cinque anni fa, quando andò a votare circa il 23 % degli aventi diritto, quest’anno solo il 21% dei più di 24 milioni e 700mila potenziali elettori si è presentato ai seggi elettorali.

Quest’ultima tornata di elezioni parlamentari è stata la seconda organizzata da quando la scena politica è dominata dal movimento di protesta dell’Hirak, che nel 2019 portò nelle strade del Paese moltitudini di persone e innescò la fine della presidenza ventennale di Abdelaziz Bouteflika. Al suo posto venne eletto Abdelmadjid Tebboune, confermato alla presidenza nel 2024.

In questi anni gruppi di opposizione hanno denunciato limitazioni all’attività di partiti politici e organizzazioni sociali.
La campagna elettorale in preparazione alle elezioni è stata caratterizzata dall’esclusione di più di tremila settecento candidati, mentre coloro la cui candidatura è stata approvata sono stati diecimila, riporta la testata Al Jazeera.

L’esclusione di più di un quarto delle candidature è stata giustificata da parte del governo con la presenza di un conflitto di interessi o con la presenza di “attività sospette”, applicando un emendamento costituzionale approvato nell’aprile del 2026 per prevenire l’influenza di finanziamenti illeciti sulla politica. Le esclusioni sono state trasversali: non hanno riguardato solo Partiti che possono essere considerati di opposizione, come il Fronte delle Forze Socialiste (Ffs) – che ha partecipato nuovamente dopo l’assenza del 2021 – o come il Movimento Islamico della Società della Pace (Msp), ma anche Partiti considerati vicini all’establishment, come il Fronte di Liberazione Nazionale (Fln) e il Partito Nazionale Democratico (Rnd).

Durante la campagna elettorale, forse il dato più rilevante registrato è stato lo scettiscismo e la conseguente apatia dell’elettorato nei confronti della classe politica, un fenomeno particolarmente diffuso in quella fascia della popolazione di età inferiore ai quarant’anni che rappresenta più del 50% di tutta la popolazione del Paese. Per raggiungere questa enorme porzione della popolazione, molti dei candidati alle elezioni hanno usato metodi “alternativi” ai normali comizi di campagna elettorale, come incontri nei mercati o nei caffè, senza la presenza di enormi folle. Questi metodi, seppur ampiamente usati, non sono serviti a superare questo problema, come testimonia la bassa affluenza alle elezioni.

Le elezioni sono state vinte dal Fronte di liberazione nazionale, che ha ottenuto novanta seggi, otto in meno rispetto al 2021. Il secondo partito più votato è stato il Raggruppamento nazionale democratico (Rnd), che con settantatré seggi (quindici in più rispetto alle ultime elezioni) è il Partito che ne ha guadagnati di più, seguito dal Fronte EL Moustakbal, che si è aggiudicato cinquantanove seggi, guadagnandone undici rispetto alle precedenti elezioni. Tra i Partiti di opposizione il Msp ha perso ventidue seggi, ottenendone quarantatré, e il Ffs ne ha ottenuti dodici.

Dalle urne dovrebbe uscire una maggioranza, formata da Partiti favorevoli alla presidenza di Tebboune. Ciò potrebbe portare ad una maggiore convergenza sul programma di riforme economiche e politiche della “Nuova Algeria”, lanciato dal Presidente in carica durante il suo primo mandato. Il programma mira a riformare dal punto di vista istituzionale ed economico il Paese, ma in questi sette anni sono stati fatti pochi passi avanti nella direzione riformatrice, dato che spiega almeno parzialmente l’apatia elettorale. (CG) (Agenzia Fides 9/7/2026)


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