UDIENZA GENERALE - Leone XIV: Il “Sensus fidei” del Popolo di Dio è infallibile, e ogni battezzato è “soggetto attivo” nella missione di annunciare il Vangelo

mercoledì, 18 marzo 2026 papa leone xiv   chiesa cattolica   concilio vaticano ii   magistero  

VaticanMedia

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il sacramento del Battesimo introduce ogni battezzato in un “regno di sacerdoti”. Conferisce a tutti i discepoli di Gesù un “sacerdozio regale” che li dispone anche a “professare pubblicamente la fede ricevuta da Dio mediante la Chiesa»”. E quando quel popolo sacerdotale confessa e proclama la fede del Vangelo è infallibile, “non può sbagliarsi nel credere”, perché l’unzione dello Spirito Santo gli dona il “Sensus fidei”, il senso soprannaturale. Una facoltà che gli fa riconoscere “la rivelazione tramandata” e custodendo l’unità della Chiesa rende ciascun battezzato “soggetto attivo di evangelizzazione”. Lo ha ricordato oggi Papa Leone XIV nella catechesi pronunciata in Piazza San Pietro durante l’Udienza generale del mercoledì, proseguendo il ciclo dedicato ai documenti del Concilio Vaticano II, e soffermandosi in particolare sul II capitolo della Lumeng gentium, la Costituzione dogmatica che il Vaticano II ha dedicato alla Chiesa.

Il “sacerdozio comune dei fedeli” ha ricordato Papa Prevost nella prima parte della sua Catechesi, citando la Lumen gentium “viene donato con il Battesimo, che ci abilita a rendere culto a Dio in spirito e verità e a «professare pubblicamente la fede ricevuta da Dio mediante la Chiesa»”.
Papa Leone si è riallacciato a un suggestivo brano di Papa Francesco risalente giusto a 10 anni fa: «Guardare al popolo di Dio - scriveva Papa Bergoglio nella lettera diretta al Presidente della Commissione per l’America Latina il 19 marzo 2016, in cui citava anche lui la Lumen gentium - è ricordare che tutti facciamo il nostro ingresso nella Chiesa come laici. Il primo Sacramento, quello che suggella per sempre la nostra identità, e di cui dovremmo essere sempre orgogliosi, è il Battesimo. Attraverso di esso e con l’unzione dello Spirito Santo - proseguiva Papa Francesco, citando anche lui la Lumen gentium - i fedeli “vengono consacrati per formare un tempio spirituale e un sacerdozio santo” (LG, 10), sicché tutti noi formiamo il santo Popolo fedele di Dio»”.

Già nella fase preparatoria del Concilio – ha ricordato il Vescovo di Roma – la Commissione dottrinale aveva descritto il sensus fidei «come una facoltà di tutta la Chiesa, grazie alla quale essa nella sua fede riconosce la rivelazione tramandata, distinguendo tra il vero e il falso nelle questioni di fede, e contemporaneamente penetra in essa più profondamente e più pienamente l’applica nella vita”. Quindi – ha fatto notare il Pontefice – Il senso della fede appartiene “ai singoli fedeli non a titolo proprio, ma quali membra del popolo di Dio nel suo insieme”.

Alla infallibilità del popolo di Dio nel riconoscere e proclamare senza errore la fede degli Apostoli – ha ricordato Leona XIV - fa riferimento anche l’infallibilità del Pontefice nei termini definiti dai Concili: «La totalità dei fedeli, che hanno ricevuto l’unzione dal Santo - ha rimarcato il Papa, attraverso la lettura di un ampio passaggio della Lumen gentium - non può sbagliarsi nel credere e manifesta questa sua proprietà particolare mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo, quando dai vescovi fino agli ultimi fedeli laici esprime l’universale suo consenso in materia di fede e di morale”. La Chiesa, dunque, come comunione dei fedeli che include ovviamente i pastori – ha spiegato il Vescovo di Roma - non può errare nella fede”. E” da questa unità, che il Magistero ecclesiale custodisce, consegue che ciascun battezzato è soggetto attivo di evangelizzazione, chiamato a dare coerente testimonianza di Cristo secondo il dono profetico che il Signore infonde a tutta la sua Chiesa”. (GV) (Agenzia Fides 18/3/2026)


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