Philippines Jesuit
Manila (Agenzia Fides) - "Quest'anno, il mese sacro del Ramadan e il periodo della Quaresima (con il Mercoledì delle Ceneri) iniziano insieme il 18 febbraio. Questo inizio condiviso è una grazia. Ci invita a rallentare, a tornare a Dio e a camminare insieme nella fede", afferma il Vescovo Colin C. Bagaforo, Vescovo di Kidapawan e presidente della Commissione dei Vescovi filippini per il dialogo interreligioso, in un messaggio rivolto ai credenti delle due comunità, quella cristiana e quella islamica. Le due comunità sono presenti nelle Filippine, paese di quasi 120 milioni di abitanti al 90% cattolico, dove esiste una comunità musulmana di quasi sette milioni di anime , concentrata sull'isola di Mindanao, nel Sud dell'arcipelago.
Spiega il Vescovo all'Agenzia Fides, illustrando il suo messaggio: "Si può dire che tra cristiani e musulmani nelle Filippine ci sia uno spirito di tolleranza. E quando vi sono episodi di conflittualità, a volte segnati dalla violenza, sono più di natura politica o legati a questioni di possesso delle terre". Il Vescovo non sottovaluta le sfide: " A causa di alcune differenze culturali, esiste ancora una mentalità ristretta, che rende difficile la convivenza in determinate comunità. A volte cristiani non si sentono a loro agio a vivere fianco a fianco con i musulmani e viceversa. Ma negli ultimi 20 anni si sono registrati molti miglioramenti e da entrambe le parti si è cercato di costruire un rapporto armonioso tra le due comunità".
A tal fine il Vescovo rileva nel messaggio diffuso che, nel corso del Ramadan e della Quaresima, "musulmani e cristiani entrano in un tempo di preghiera, digiuno, pentimento e generosità". Questo li spinge a "imparare o di nuovo a vedersi come fratelli e sorelle". "I nostri testi sacri ci chiamano alla pace: 'Beati gli operatori di pace' (Mt 5, 9), e 'Dio invita tutti alla Casa della pace' (Corano 10:25). In un mondo segnato da violenza e divisione, questo momento ci chiama non solo a pregare per la pace, ma a viverla e a impegnarci per essa. Il Ramadan e la Quaresima ci ricordano che la fede deve trasformare il cuore e plasmare le nostre azioni. Il digiuno apre i nostri occhi alla sofferenza e accresce la nostra compassione. L'amore di Dio si manifesta nell'amore per il prossimo, soprattutto per i poveri e i dimenticati".
La pace - ricorda il Vescovo " più che l'assenza di guerra, è la giusta relazione: con Dio, con gli altri e con il creato". "Siamo creati per vivere insieme, non gli uni contro gli altri. Questa visione di fraternità risuona profondamente sia nel Ramadan che nella Quaresima. La pace cresce dove si pratica il rispetto reciproco, dove il dialogo sostituisce il sospetto e dove la solidarietà diventa uno stile di vita".
Nelle Filippine, ricorda mons. Bagaforo, "questo spirito di fraternità è vissuto attraverso l'Alay Kapwa, un'offerta quaresimale il cui nome significa 'offerta al prossimo'. Non è semplicemente un atto di carità, ma un modo di vedere l'altro come 'kapwa', una persona che condivide la nostra umanità e il nostro futuro. Attraverso l'Alay Kapwa, la preghiera diventa servizio e il sacrificio diventa speranza per le comunità colpite da povertà, conflitti, disastri e danni ecologici".
Il messaggio cita la Santa Sede: "Guidati dal messaggio di Papa Leone XIII per la Giornata Mondiale della Pace, 'Verso una pace disarmata e disarmante', ci viene ricordato che la vera pace non si costruisce con le armi o con la paura. Si costruisce attraverso la fiducia, la giustizia, il dialogo e la responsabilità condivisa". E conclude con un auspicio: "Possa questa osservanza condivisa del Ramadan e della Quaresima diventare una preghiera viva, una preghiera vissuta attraverso la fraternità e la compassione. Dio, misericordioso e compassionevole, guidi i nostri passi e ci renda strumenti della Sua pace".
(PA) (Agenzia Fides 16/2/2026)