AFRICA/MOZAMBICO - Situazione fuori controllo: scuole chiuse, carenza di acqua potabile, e dopo le inondazioni dilaga il colera

giovedì, 29 gennaio 2026

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Nampula (Agenzia Fides) – In Mozambico la ripresa delle attività scolastiche, su tutto il territorio nazionale, è stata posticipata al 27 febbraio 2026. La decisione è stata presa dal Consiglio dei Ministri del Paese in seguito alle gravi ripercussioni dovute alle alluvioni (vedi Agenzia Fides 21/1/2026).

Dall'inizio della stagione delle piogge, che va da ottobre ad aprile, comprese le ultime due settimane di inondazioni, in Mozambico sono morte 125 persone e 774.828 sono quelle pesantemente colpite. Centinaia di famiglie rimangono assediate dall’acqua, alcune si sono rifugiate sui tetti, principalmente a Maputo e Gaza, nel Mozambico meridionale.

“La situazione permane molto critica....triste per i poveri. La gente non sa cosa pensare e a chi credere.
I prezzi dei prodotti alimentari stanno aumentando e tutti ne approfittano. Prego il Signore perché ci aiuti”, scrive all’Agenzia Fides una fonte locale che opera in una struttura sanitaria. “Continuano ad arrivare parecchi malati, anche giovani e bambini. Penso ai vari Paesi che soffrono, la guerra e le guerriglie e nel mondo sono tanti. Non ci resta che pregare e sperare” conclude.

La stampa locale riporta che nella maggior parte delle aree rimaste completamente sommerse, l’accesso ai servizi di base, come l'acqua potabile, l'assistenza sanitaria, l’alimentazione e l'istruzione, è incerto o insicuro.

Coinvolti 427.289 studenti e 9.204 insegnanti, colpite 431 unità scolastiche, 281 aule totalmente distrutte, 218 scuole non utilizzabili, 167 servizi igienici totalmente o parzialmente distrutti oltre a 203 unità sanitarie. In queste condizioni le principali vittime sono i bambini che corrono maggiori rischi di malattie, interruzione dell'apprendimento e pericoli di diversa natura, soprattutto per le ragazze e gli adolescenti. Nella sola provincia di Nampula dilaga il colera, secondo le stime della Direzione nazionale di sanità pubblica, sono stati segnalati 1.314 casi e 17 morti, seguita da Tete con 932 casi e 13 decessi e da Cabo Delgado con 404 casi e 2 vittime.

Tuttavia con i bacini fluviali al di sopra dei livelli di allerta, le forti piogge che continuano in alcune aree e l'inizio della stagione dei cicloni, si prevede che il numero di bambini e famiglie colpite aumenterà ulteriormente.

Inoltre, i danni ingenti alla superficie agricola hanno portato gravi ripercussioni sull'attività di 126.287 agricoltori, oltre alla morte di 58.621 capi di bestiame, tra cui bovini, capre e pollame. Secondo le stime diffuse dall'Istituto Nazionale per la Gestione e la Riduzione del Rischio di Disastri (INGD), sono attivi 91 centri di accoglienza che ospitano 94.917 persone, di cui 19.254 soccorse.

(AP) (Agenzia Fides 29/1/2026)


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