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2003-04-10

ASIA/CINA - RIAPRE UNA ANTICA BIBLIOTECA DEI PADRI GESUITI

Shanghai (Agenzia Fides) – Antichi manoscritti e libri rari raccolti in un preziosa biblioteca creata dai padri gesuiti oltre un secolo fa saranno di nuovo disponibili per il pubblico dopo 10 anni di chiusura. Si tratta della Biblioteca Xujiahui di Shanghai, che riaprirà i battenti al pubblico nel maggio prossimo, dopo un lavoro di rinnovo dei locali, riorganizzazione e indicizzazione del patrimonio librario.
E’ la più antica biblioteca privata nella storia della Cina moderna. Nata fra il 1839 e 1842, durante la guerra dell’Oppio, quando le potenze occidentali rafforzarono la loro presenza in Cina, fu costruita dai padri gesuiti francesi con una collezione di testi, manoscritti e libri antichi in lingua cinese e in altre lingue, per un totale di circo 560 mila documenti, dei quali circa 2.000 risalenti al periodo fra il XVI e il XIX secolo. La biblioteca fu istituita con lo scopo compiere ricerche accademiche e comprendere meglio la società cinese.
Fra i materiali presenti, una collezione unica al mondo di “Ave Maria” in numerose lingue, scritte dal gesuita padre Aloysius Pfister, bibliotecario fino al 1891. Altro documento di particolare rarità è una mappa che mostra le rotte e i percorsi che i missionari cattolici seguirono in Cina e i punti di missione che stabilirono fra il 1840 e il 1920 nella provincia di Jiangsu, a Nord e a Ovest di Shanghai C’è anche un manoscritto del 1330 sulla storia della provincia di Jiangsu. Numerosi i libri che riguardano la cristianità, mentre c’è anche una traduzione in Latino delle Massime di Confucio realizzata nel XVII sec. dai padri gesuiti Prospero Intorcetta e Ignacio da Costa.
Il Vescovo Aloysius Jin Luxian di Shanghai ha detto che il governo locale chiuse la struttura e confiscò il patrimonio librario nel 1953, quattro anni dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, trasferendo i materiali alla Biblioteca pubblica di Shanghai. Ma proprio il passaggio dei fondi alla biblioteca pubblica salvò il patrimonio librario dalla devastazione della Rivoluzione Culturale (1966-76), anni durante i quali molti testi furono bruciati.
Numerosi studiosi dell’Università cattolica Fudan di Shanghai oggi sono felici dell’evento: il prof Li Tiangang, docente di religione all’Ateneo della città, ha detto a Ucanews di essere molto interessato dalla riapertura, che avviene come sezione staccata della Biblioteca di Shanghai.
La Biblioteca di Shanghai è la più grande biblioteca pubblica cinese e fra le prime 10 al mondo. In 83mila metri quadri di superficie, ospita 48,5 milioni di volumi.(PA) (Agenzia Fides 9/4/2002 lines: 33 words: 416)

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