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Africa

2003-07-16

AFRICA/BURUNDI - UNA GUERRA DECENNALE - SCHEDA

Bujumbura (Agenzia Fides)- La guerra civile in Burundi è esplosa nel 1993. Il conflitto coinvolge, da una parte, l’esercito governativo controllato dalla minoranza Tutsi, e dall’altra, diversi gruppi di guerriglia Hutu, l’etnia maggioritaria del paese. Alla base del conflitto, infatti, vi è la richiesta di una maggiore rappresentanza degli Hutu nelle istituzioni statali del paese.
Per porre fine al conflitto che fino ad ora ha provocato più di 300mila morti, si sono svolte nel 2000 ad Arusha, in Tanzania, delle trattative sotto l’egida della comunità internazionale, con la mediazione dell’ex presidente sudafricano Nelson Mandela. Le trattative hanno portato alla firma, nell’agosto 2000, dei cosiddetti accordi di Arusha, che prevedono la costituzione di un governo di unità nazionale con un presidente Tutsi e un vicepresidente Hutu per i primi 18 mesi, seguito da un altro esecutivo di unita nazionale con un Presidente Hutu e un vicepresidente Tutsi nei 18 mesi successivi. Al termine di questo periodo di transizione si terranno elezioni multipartitiche.
Ai colloqui di pace hanno partecipato 10 partiti Tutsi, raccolti sotto la sigla G10, e 7 partiti Hutu (G7). Tra i partiti Tutsi raggruppati nel G10, il più importante è l’ex partito unico, UPRONA (Unione per il progresso nazionale), mentre tra i partiti Hutu, riuniti nel G8, il più importante è il FRODEBU. Distinti da questi, sono i gruppi di guerriglia CNDD-FDD (Consiglio Nazionale per la Difesa delle Democrazia- Forze per la Difesa della Democrazia) e FNL (Forze Nazionali di Liberazione), che non hanno ancora firmato gli accordi di Arusha. Solo il Fronte di Difesa della Democrazia (FDD) ha firmato nell’aprile di quest’anno un cessate il fuoco, che non è stato però rispettato. IL FDD sostiene che combatte solo per difendersi dagli attacchi dell’esercito, mentre le forze governative accusano il gruppo di guerriglia di non rispettare l’accordo di tregua. Il gruppo di guerriglia, inoltre, si è spaccato in diverse fazioni, una delle quali il Rwasa-FNL è responsabile degli attuali attacchi contro la capitale Bujumbura. La situazione rimane dunque molto tesa con operazioni militari che toccano 16 province su 17.
Sul piano politico, il passaggio di consegne tra l’ex Presidente tutsi Pierre Buyoya e il nuovo Presidente, l’hutu Domitien Ndayizeye si è svolto regolarmente il 1° maggio di quest’anno. Le elezioni sono previste per il 2004.
Per assistere il processo di pace, l’Unione Africana ha dispiegato una forza di pace di 3.500 uomini. Già dal novembre 2001, 700 uomini della forza di pace africana sono in Burundi per fornire protezione agli uomini politici ritornati dall’esilio, mentre alla fine di aprile sono arrivati altri 150 soldati sudafricani. Il compito principale di questa forza è sorvegliare il cessate il fuoco tra esercito e guerriglia. Non ha però il mandato di intervenire per fermare i combattimenti tra esercito e guerriglia.
(L.M.) (Agenzia Fides 16/7/2003 righe 36 parole 472)

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