ASIA/INDONESIA - Dopo il conflitto, il tempo fecondo del perdono e della convivenza nelle isole Molucche

sabato, 24 febbraio 2024 dialogo   missionari   missione  

di Paolo Affatato
Ambon (Agenzia Fides) - Il tempo del conflitto civile, il tempo dello scontro tra comunità cristiana e musulmana è un lontano ricordo. Dal 1999 al 2002 le isole furono segnate dalla violenza interreligiosa. Mons. Seno Ngutra, Vescovo di Amboina, da Ambon, capitale della provincia delle Molucche, nell'Indonesia orientale - un'area che si ricorda venne toccata dalla missione di san Francesco Saverio - oggi può raccontare che "abbiamo attraversato il deserto del conflitto sofferto tra le religioni, ma ora in quel deserto sono nati i fiori della accoglienza, della convivenza e del perdono". Attualmente, dice, "coltiviamo buoni rapporti con altre comunità religiose, sia a livello dei capi, sia tra la gente comune".
Il Vescovo, nominato nel 2021, lo può testimoniare dopo aver visitato le diverse isole (sono circa 50 nella sua diocesi, con 56 parrocchie ), alcune con popolazione a maggioranza musulmana, alcune a maggioranza cristiana. "C'è armonia tra cristiani e musulmani - e anche con indù e buddisti - . C'è un dialogo che è stato fondato sul perdono reciproco. Abbiamo imparato la lezione dal passato quando, da una scintilla di violenza, si è innescato un doloroso conflitto civile", racconta, da persona che ha vissuto direttamente quella stagione. Oggi il Vescovo organizza incontri interreligiosi “sia per adulti, sia tra i bambini, che stano insieme, danzano e giocano, fano amicizia, questo è il seme buono della convivenza".
"Il segreto - aggiunge - è la vita comune; è non creare steccati o ghetti nei villaggi", in modo da “seminare quotidianamente amicizia e prevenire ogni forma di ostilità". "Abbiamo imparato a partire sempre dal riconoscere l’altro come essere umano, meritevole di misericordia, dal riconoscerlo come fratello, come persone da amare", dice. “Su questa base nelle Molucche si è costruita la pace; su questa base si sperimenta il perdono vicendevole, la dinamica che ha messo fine alla guerra nelle Molucche. Dal perdono nasce una ‘cosa nuova’ che nel nostro caso ha portato la gioia della fraternità”.
"Nel cammino di convivenza - rileva - sono stati molto utili gli insegnamenti di Papa Francesco, che cerchiamo di applicare nel nostro contesto, promuovendo il dialogo e non il proselitismo. Ad esempio abbiamo una chiesa cattolica e tre scuole elementari in un'isola a maggioranza musulmana e solo il 4% della popolazione cattolica. Quindi, gli studenti delle tre scuole sono al 99% musulmani. C'è profondo rispetto della fede dei ragazzi e delle famiglie musulmane. Questo rispetto genera in loro gratitudine nei nostri confronti". Una scuola cattolica sorge anche su un’altra isola con popolazione è animista. "E' stato un dono per quella gente, e alcune famiglie hanno chiesto, nella massima libertà, di battezzare i loro figli", rileva, raccontando che la comunità diocesana gestisce oltre cento scuole. La missione, spiega il vescovo, “passa spesso attraverso l’impegno nell'istruzione, che significa vicinanza alla gente: è una forma di carità”.
Nelle isole vi sono, poi, "stazioni missionarie”, piccole cappelle dove un sacerdote si reca periodicamente, spostandosi in barca. “Da lì può nascere interesse verso la fede e possono nascere conversioni”, nota, elogiando l’opera dei volontari catechisti, uomini e donne, che aiutano i sacerdoti e i diaconi soprattutto nelle isole più lontane.
Missionari portoghesi e spagnoli sbarcarono nell'area delle Molucche nel 1534, quando si registra il primo battesimo a Ternate, nel nord dell’arcipelago. Da allora la fede cattolica si diffuse, a partire dal 1546 anche grazie all’opera del missionario spagnolo Francesco Saverio. Si calcola che nel 1558 Ambon e le isole circostanti contavano circa 10.000 cattolici. Dopo che gli olandesi presero il controllo delle isole, all'inizio del XVII secolo, il protestantesimo crebbe rapidamente.
Nel XX secolo fu creato il Vicariato apostolico di Amboina che negli anni ‘60 divenne diocesi e oggi conta circa 115mila cattolici, su una popolazione di 3,2 milioni di abitanti del territorio. La diocesi di Amboina ha dovuto affrontare una grave crisi quando, il 19 gennaio 1999, scoppiò un conflitto sociale che ben presto assunse un colore religioso di conflitto islamo-cristiano. Edifici e case, cica 80 chiese, conventi, diverse scuole, ospedali e istituti cattolici furono danneggiati. Il conflitto terminò ufficialmente con gli accordi di Malino del febbraio 2002. Le vittime furono circa 15.000, gli sfollati oltre 500mila. Nel giugno 2003 si tenne nella capitale Ambon una cerimonia di riconciliazione a cui parteciparono diversi leader religiosi locali, davanti a migliaia di fedeli, fortemente voluta e promossa dall’allora Vescovo cattolico di Amboina, Petrus Canisius Mandagi.
(Agenzia Fides 24/2/2024)


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