ASIA/CAMBOGIA - Preghiera per la riconciliazione dei popoli di Israele e Palestina

lunedì, 16 ottobre 2023

Phnom Penh (Agenzia Fides) - Una preghiera accorata, sincera e profondamente solidale per la Terra Santa sale a Dio dalla piccola Cambogia, paese del Sudest asiatico dove vivono circa 20.000 cattolici, lo 0,13% dei circa 16 milioni di abitanti del paese. I fedeli divisi in tre circoscrizioni ecclesiastiche (il Vicariato Apostolico di Phnom Pen e le Prefetture Apostoliche di Battambang e Kompong Cham) “si sentono in queste ore in profonda comunione con la popolazione che soffre e con le vittime dell'atroce conflitto in Medio Oriente", racconta il Vescovo Olivier Schmitthaeusler MEP, Vicario Apostolico di Phnom Penh.
Tutta la comunità cambogiana si unirà domani, 17 ottobre, alla speciale Giornata di digiuno e preghiera annunciata dal Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, a nome di tutti i Vescovi Ordinari della Terra Santa, che hanno chiesto ai cristiani di incontrarsi “nella preghiera corale, per consegnare a Dio Padre la nostra sete di pace, di giustizia e di riconciliazione”. Nell’Angelus di ieri, 15 ottobre, Papa Francesco ha ribadito: “La preghiera è la forza mite e santa da opporre alla forza diabolica dell’odio, del terrorismo e della guerra. Invito tutti i credenti ad unirsi alla Chiesa in Terra Santa e a dedicare martedì prossimo, il 17 ottobre, alla preghiera e al digiuno”.
"Cari fratelli e sorelle - ha scritto in una lettera diffusa a tutti i fedeli il Vicario Apostolico di Phnom Penh – la Terra Santa, luogo sacro per milioni di persone in tutto il mondo, versa attualmente nella violenza e nella sofferenza. Come Chiesa cattolica in Cambogia, noi, Vescovi, sacerdoti, suore, religiosi e fedeli cattolici tutti nel Regno di Cambogia, siamo profondamente solidali con le persone di quella regione che stanno sopportando le conseguenze devastanti di continui conflitti. La nostra fede, fondata sugli insegnamenti di Gesù Cristo, il Principe della pace, ci obbliga e sostenere la cessazione di ogni violenza e attività militare che arrechi danno a entrambi civili palestinesi e israeliani".
I cattolici cambogiani invocheranno Dio perchè "i leader politici e le autorità si impegnino in un dialogo sincero, ricercando soluzioni durature che promuovono la giustizia, la pace e la riconciliazione per il popolo di Israele e Palestina", ripetendo: “Padre misericordioso e forte, Tu non sei un Dio di disordine, ma di pace. Spegni nella Terra Santa l'odio, la violenza e la guerra, perché rifioriscano l'amore, la concordia e la pace”.
Tutta la Chiesa in Cambogia, accordandosi con Papa Francesco e avendo a cuore la tragica situazione in Terra Santa "esprime profonda compassione e vicinanza per le famiglie colpite da questo terribile conflitto", scrive Il Vescovo a nome dell'intera comunità cattolica in Cambogia.
Nella nazione, in questo periodo si vive il tempo del “Pchum Ben”, stagione in cui si commemorano le anime dei defunti e si tengono celebrazioni e visite ai cimiteri. In particolare, la popolazione cambogiana commemora gli 11 anni della morte del Re Norodom Sihanouk (scomparso il 15 ottobre 2012), padre dell'indipendenza nazionale della Cambogia.
Proprio in questo tempo speciale, nota il Vicario Apostolico, “invitiamo le nostre comunità, parrocchie, associazioni a pregare per le anime delle per le persone che hanno già perso la vita in questo conflitto, e anche per i cittadini cambogiani-israeliani che ha perso la vita negli attentati del 7 ottobre", unendo questo ricordo al ricordo dei propri cari e al ricordo del Re, “perché tutti possano godere della pace e della felicità eterna”. “La pace che vivremo in Paradiso, nella visione beatifica di Dio, siamo chiamati a costruirla e a viverla già qui e ora, in terra, sulle orme di Cristo, Principe e datore della pace", conclude il Vescovo.
(PA) (Agenzia Fides 16/10/2023)


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