ASIA/GIORDANIA - Re Abdallah II riafferma il “patrocinio” della dinastia hascemita sui Luoghi Santi cristiani e musulmani di Gerusalemme

martedì, 26 aprile 2022 medio oriente   chiese orientali   gerusalemme   luoghi santi   ramadan   geopolitica  

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Amman (Agenzia Fides) – La dinastia hascemita di Giordania continuerà a esercitare con ancor più vigore e decisione la propria responsabilità storica di protezione e tutela dei Luoghi Santi cristiani e islamici di Gerusalemme, affinché cristiani e musulmani possano continuare a praticare liberamente in quei luoghi i propri riti e le proprie liturgie senza essere intimiditi e ostacolati da misure unilaterali e “politiche dei fatti compiuti che violano le regole e minano la convivenza tra le comunità di fede nella Città Santa. A riaffermare la storica tutela rivendicata dalla Casa reale di Giordania nei confronti dei Luoghi Santi musulmani e cristiani di Gerusalemme è stato lo stesso Re Abdallah II. Lo ha fatto la sera di lunedì 25 aprile, durante la cena ufficiale di Iftar (rottura del digiuno) ospitata presso il Palazzo reale Al Husseiniya, a Amman, cena a cui hanno preso parte alti rappresentanti delle comunità cristiane e islamiche di Gerusalemme, in uno degli ultimi giorni del mese sacro musulmano del Ramadan. Al banchetto hanno partecipato, tra gli altri, il Patriarca greco ortodosso di Gerusalemme, Theophilos III, l’Arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, e lo Sheikh Muhammad Hussein, Gran Mufti di Gerusalemme, insieme al giovane Principe ereditario giordano Al Hussein bin Abdullah II.
Le ultime settimane hanno fatto registrare una nuova escalation di tensioni e scontri intorno ai Luoghi Santi cristiani e musulmani presenti nella Città Vecchia di Gerusalemme. L’ultima settimana a visto il ripetersi di scontri tra musulmani palestinesi e forze di polizia israeliane sulla spianata delle Moschee, mentre il Patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme ha deplorato le restrizioni disposte da Israele per limitare il numero dei fedeli, all’interno e nei dintorni della Chiesa del Santo Sepolcro, il 23 aprile, Sabato Santo, giorno in cui si svolge la tradizionale cerimonia del Fuoco Santo, all’inizio della Veglia pasquale, e il 24 aprile, Domenica di Pasqua per le Chiese che seguono il calendario giuliano.
Durante la cena di lunedì sera – informano i media giordani – Re Abdallah ha confermato che la Giordania si sta coordinando con altri leader politici arabi contrastare tutte le violazioni che mettono a rischio la sempre fragile convivenza delle diverse comunità di fede nella Città Santa. Rischio reso ancora più evidente quest’anno, nella circostanza che ha visto convergere nell’arco delle stesse settimane Mese sacro islamico del Ramadan insieme alle celebrazioni della Pasqua cristiana e di quella ebraica. Durante il banchetto di Iftar – riportano i media giordani – anche l’Arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, ha affermato che il vincolo del Re e della Casa Reale hascemita con Gerusalemme è internazionalmente riconosciuto e apprezzato sottolineando che la voce del Re rappresenta un punto di riferimento davanti al periodico riemergere di tensioni intorno ai Luoghi Santi gerosolimitani.
Nella stessa giornata di lunedi 25 aprile, la Camera dei Rappresentanti della Giordania ha votato a favore di un innalzamento delle pene prevista per i reati di oltraggio a convinzioni o sentimenti religiosi. Ora le pene minime previste per tali reati consistono in quattro mesi di reclusione (prima erano tre) e in una multa non superiore a 500 dinari giordani (prima la multa non poteva superare i 20 dinari). (GV) Agenzia Fides 26/4/2022)


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