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2003-04-01

OLTRE LE CRISI, CRISTIANI E MUSULMANI PER UN FUTURO INSIEME IN EUROPA

EUROPA/FRANCIA - Strasburgo (Agenzia Fides) – Il “Comitato Islam in Europa” è stato fondato dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) e dalla Conferenza delle Chiese Europee (KEK) nel 1987, al fine di sostenere e incoraggiare le Chiese nelle relazioni con i musulmani che vivono in Europa. Nel mese di marzo i membri del Comitato, che vengono nominati per cinque anni, hanno concluso il loro mandato (1998-2003) con un incontro che si è svolto a Strasburgo per analizzare il lavoro svolto nel quinquennio.
Il Comitato aveva l’incarico di offrire alle Chiese informazioni e indicazioni sulle dimensioni implicate nelle relazioni tra cristiani e musulmani. Sono stati stilati due documenti: un testo sulla preghiera tra cristiani e musulmani (“Cristiani e musulmani: Pregare insieme? Riflessioni e testi”) e un sussidio sul dialogo islamo-cristiano (“Incontrare i musulmani”) che saranno prossimamente disponibili sui siti internet di CCEE (www.ccee.ch) e KEK (www.cec-kek.org).
Fra gli scopi del Comitato figura anche lo sviluppo dello scambio d’esperienze e la promozione di incontri con i musulmani. Di grande importanza è stata la riunione del Comitato che si è svolta a Sarajevo il 12-16 settembre 2001, a pochi giorni dall’attentato alle Twin Towers dell’ 11 settembre, e le due lettere sulla “formazione dei giovani, cristiani e musulmani, nell’Europa pluralista” e sul ruolo delle Chiese cristiane nella società pluralista visto dai musulmani d’Europa”.
Considerando i recenti sviluppi della situazione in Iraq e l’ininterrotto conflitto nella Terra Santa, il Comitato si è detto incoraggiato dalla collaborazione attiva tra cristiani e musulmani attraverso dichiarazioni, iniziative e preghiere comuni per la pace nel mondo. Come è detto nel comunicato finale, i membri del Comitato stesso, “insieme a molte altre persone, continuano a pregare, lavorare e sperare per la giustizia e la pace specialmente in Terra Santa e in Iraq”.
(MS) (Agenzia Fides 1/4/2003 – Righe 21, Parole 291)

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