NEWS ANALYSIS - I 19 martiri d'Algeria, icona di fratellanza

sabato, 19 dicembre 2020 martiri  

Orano (Agenzia Fides) - Sono passati due anni dalla storica beatificazione dei 19 martiri di Algeria celebrata presso il santuario di Notre-Dame di Santa Cruz di Orano. In occasione della Festività dell’Immacolata, l’8 dicembre del 2018, in una chiesa gremita di persone, tra le quali molti fedeli e religiosi musulmani, si celebrò la prima beatificazione di cristiani in terra islamica, segno di profondo radicamento e di volontà di convivenza pacifica al di là degli orrori della guerra.
A due anni di distanza da quell’evento dall’alto valore simbolico e a oltre 25 dallo scoppio del conflitto civile che fece oltre 200mila morti in Algeria e travolse tra il 1994 e il 1996 i 19 religiosi insieme a novantanove imam, il Postulatore della causa di beatificazione, il trappista Padre Thomas Georgeon, spiega all’Agenzia Fides il senso profondo di un percorso e il valore permanente di una testimonianza ancora molto sentita nel Paese, nella Chiesa, nel mondo: “Sono certo - afferma - che ad appena due anni dalla beatificazione vi siano già frutti anche se non immediatamente percepibili. Credo che il Papa abbia scelto con cura il momento per quella storica celebrazione, era una fase in cui provava a compiere dei passi decisivi verso il dialogo con l’Islam: pochi mesi dopo ci fu l’incontro di Abu Dhabi con il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb e la sigla del Documento sulla Fratellanza Umana, poi la visita in Marocco. Secondo la mia visione, c’è stata una volontà di Papa Francesco di innescare una catena di avvenimenti che andavano nella direzione del dialogo tra persone di buona volontà. Credo che il Papa abbia presente l’esperienza dei martiri di Algeria e che per lui sia un costante riferimento. Anche per la stesura dell’ultima enciclica Fratelli Tutti, ritengo che i 19 religiosi abbiano rappresentato come un’icona della fratellanza”. (...) - continua


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