ASIA/PAKISTAN - I Vescovi: elezioni libere e giuste per costruire una democrazia solidale e inclusiva

sabato, 11 novembre 2017

Lahore (Agenzia Fides) - “Il popolo del Pakistan attende con ansia di partecipare alle prossime elezioni che rafforzeranno il processo democratico: devono essere quanto mai trasparenti. Non possiamo sperare in un governo stabile se le elezioni non sono libere e giuste”: è l’appello lanciato dai Vescovi cattolici del Pakistan e inviato all’Agenzia Fides a conclusione della loro assemblea plenaria, tenutasi a Lahore il 9 e 10 novembre. I Vescovi hanno colto l’occasione per parlare della situazione pubblica del paese, che si prepara alle elezioni generali, previste nel 2018.
“La Commissione elettorale del Pakistan – chiedono i presuli – deve essere totalmente indipendente e imparziale”, e non deve interferire in alcun modo nella campagna elettorale. L’appello rivolto ai cittadini è “eleggere un governo onesto che governi con integrità”, mentre tutti i partiti politici sono esortati ad “affrontare le questioni che riguardano le difficoltà delle minoranze in Pakistan, per costruire una democrazia solidale e inclusiva”.
Per questo si rilevano le carenze dell’attuale sistema elettorale: i candidati delle minoranze religiose sono oggi scelti e nominati dai partiti politici che li inseriscono in alcuni “posti riservati” nelle liste elettorali; ma questo meccanismo, si nota, non è rappresentativo del volere delle comunità, e pertanto si esorta il governo a “creare un sistema giusto”.
“Attualmente – prosegue il messaggio giunto a Fides – in Pakistan la corruzione è causa di grande preoccupazione. Urge liberarsi da tutte le macchie della corruzione: questa è una grande sfida per tutta la società. In sincerità e onestà, davanti a Dio Onnipotente e al benessere del nostro paese, dobbiamo confessare i nostri fallimenti e chiedere a Dio di perdonarci. Ciò richiede grande coraggio. Se possiamo cominciare a purificare noi stessi, il futuro del paese sarà luminoso”.
Guardando al futuro, i Vescovi notano: “L'istruzione è un diritto fondamentale di ogni essere umano. Ha il potere di trarre fuori un essere umano dalle tenebre dell'analfabetismo e portarlo alla luce della conoscenza. Un paese non può progredire senza un adeguato sistema educativo. Noi, come Chiesa cattolica pakistana, ci stiamo impegnando a fornire un'istruzione di qualità, accessibile a tutti. Questo continuerà ad essere il nostro impegno in futuro. Tuttavia il sistema educativo in Pakistan soffre di molte debolezze, che richiedono un'attenzione particolare per il miglioramento. Ci appelliamo al governo perché promuova nel sistema educativo un'atmosfera di rispetto, di armonia religiosa e pacifica coesistenza tra tutte le comunità in Pakistan”.
Entrando nello specifico della vita della Chiesa, il messaggio, riconoscendo al governo di avere tributato a Suor Ruth Pfau il rispetto meritato per lo sforzo di cancellare la lebbra dal paese, conferma l’impegno di preti, religiosi, laici a “servire il prossimo soprattutto nei poveri e negli emarginati”.
Inoltre la Conferenza episcopale ha proclamato “l'Anno dell'Eucaristia” in Pakistan, che inizia il 26 novembre 2017 e si concluderà il 25 novembre 2018: “Sarà un momento di crescita spirituale e rinnovamento interno, per condividere con tutta l'umanità l'amore di Cristo e confermare il nostro servizio alla nazione”, spiega la nota. “Esortiamo tutte le persone in Pakistan a pregare con più fervore per la pace, l'armonia, il progresso e la prosperità del nostro amato paese”, conclude il testo. (PA) (Agenzia Fides 11/11/2017)


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