AMERICA/COSTA RICA - Oltre 5mila sfollati per la tormenta tropicale: la Chiesa impegnata per l'accoglienza

mercoledì, 18 ottobre 2017 ecologia   caritas   società civile   disastri naturali   aiuti umanitari   ambiente  

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San José (Agenzia Fides) – Non si placa in America Centrale la furia della tempesta tropicale Nate: almeno 8 morti in Costa Rica e circa 5mila sfollati, come riferito dal presidente Luis Guillermo Solis. Secondo il capo della National Emergency Commission (CNE), Ivan Brenes, sono stati allestiti circa 80 rifugi per ospitare le persone evacuate.
Il bilancio provvisorio di quello che, secondo gli esperti, dovrebbe diventare un uragano di categoria uno, che ha colpito Costa Rica, Nicaragua e Honduras è di 23 morti e più di 20 dispersi. Nate ha causato forti piogge, frane e inondazioni che hanno bloccato strade, distrutto ponti e danneggiato centinaia di case in questi tre Paesi che hanno dichiarato lo stato d’emergenza.
In Costa Rica sono rimaste senza acqua 400 mila persone e migliaia hanno abbandonato le proprie case. Undici persone hanno perso la vita nel tentativo di dirigersi in Nicaragua per sfuggire alla furia della tempesta. Altre tre sono morte in Honduras, tra cui due giovani annegati in un fiume.
“Circa due settimane fa il Paese è stato gravemente colpito da una tormenta tropicale, più devastante dell’uragano Otto che a novembre del 2016 aveva causato migliaia di sfollati in Costa Rica” ha detto a Fides padre Edwin Aguiluz Milla, Segretario Esecutivo della Pastorale Sociale-Caritas Costa Rica. “Come spesso avviene con le équipes della Caritas, senza trascurare il nostro lavoro quotidiano, abbiamo dovuto concentrare tutta la nostra attenzione su questa grave emergenza nazionale”, ha aggiunto padre Milla.
“L’intervento della Chiesa è concentrato sull'organizzazione e sistemazione di spazi di accoglienza, sia in strutture ecclesiali che in altre. E’ stata promossa una colletta nazionale nelle parrocchie, accompagnata da una campagna attraverso i mezzi di comunicazione, della quale però ancora non sappiamo gli esiti perché dobbiamo aspettare che tutte le parrocchie depositino i loro contributi”, continua il Segretario. “Inoltre, abbiamo realizzato una rete per le donazioni di beni in natura alle persone danneggiate, per l’apertura di strade danneggiate e attualmente aspettiamo che il Governo trovi un meccanismo legale per incanalare fondi per il recupero dei piccoli agricoltori. Stiamo anche pensando ad un possibile appello di emergenza alla Caritas Internationalis”, conclude il sacerdote. (EM/AP) (18/10/2017 Agenzia Fides)


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