ASIA/MONGOLIA - La prima messa del primo prete mongolo

giovedì, 1 settembre 2016 chiese locali   evangelizzazione   sacerdoti  

M.P.

Ulaanbaatar (Agenzia Fides) - Una accorata riflessione sulla croce e un racconto commosso della sua vocazione: è quanto ha fatto don Joseph Enkh celebrando la sua prima messa nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Ulaanbaatar, il 29 agosto. Ordinato sacerdote domenica 28 agosto, don Joseph Enkh è il primo sacerdote nativo della Mongolia. "L’evento è stato accolto con molta gioia e orgoglio, con tanta gente riunita per accogliere questo dono del cielo" racconta a Fides p. Prosper Mbumba, Cicm, missionario congolese in Mongolia.
Nello stesso giorno il Vescovo Wenceslao Padilla, Prefetto Apostolico di Ulaanbaatar, ha celebrato il 13° anniversario della sua consacrazione episcopale e don Joseph Enkh ha considerato questa coincidenza come "un onore" per lui. Dopo aver ringraziato le persone venute alla sua ordinazione e alla sua prima messa, nella sua omelia don Joseph, si è spostato con dimestichezza dalla lingua mongola all'inglese e al coreano (c'erano numerosi visitatori dalla Corea del Sud dove Joseph ha ricevuto la sua formazione iniziale).
L'omelia del novello sacerdote è partita dal brano "rinnega te stesso, prendi la tua croce ogni giorno e seguimi" (Lc 9, 23). Don Enkh ha condiviso come, un anno dopo la sua ordinazione diaconale, ha contemplato il mistero della croce ed ha accolto l'invito del Signore a "portare la croce per amore del Regno di Dio e per il bene della Chiesa in Mongolia, in particolare, e per il popolo mongolo. Non c'è risurrezione senza croce". Don Joseph ha collegato questo invito con il sorgere della sua vocazione. Da ragazzo, il brano biblico della chiamata del profeta Isaia è stato un passo decisivo per lui: "Eccomi, manda me" (Is. 6). "Ho pregato Dio di inviare me. Dio ha ascoltato la mia preghiera. Ora sono qui e gli dico: Signore, vengo a fare la tua volontà". "Pregate per me, in modo che io possa portare la mia croce non solo per un anno, ma per tutta la mia vita" ha concluso. Alla fine della messa, tutti i presenti, anche il Vescovo Wenceslao Padilla, si sono messi in fila per ricevere una speciale benedizione dalle mani di padre Joseph. (PA) (Agenzia Fides 1/9/2016)


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