ASIA/PAKISTAN - Blasfemia: questione per la magistratura e il governo

sabato, 6 febbraio 2016 blasfemia  

Lahore (Agenzia Fides) – “La questione della legge di blasfemia è diventata una questione legale, piuttosto che religiosa. Il Parlamento deve prendere sul serio questo problema. La lotta contro i discorso di odio diventa impossibile da vincere se è in vigore una legge di blasfemia tecnicamente difettosa. Attuare misure adeguate per combattere gli abusi è una responsabilità legale del governo. Il governo farà un grande servizio a questo paese se commissionerà uno studio oggettivo sull’abuso delle leggi sulla blasfemia, e lo renderà pubblico al più presto possibile”: è quanto afferma in una nota inviata a Fides il cattolico Peter Jacob, direttore del Centre for Social Justice (CSJ) in Pakistan, mentre nel paese si è riacceso il dibattito intorno alla legge di blasfemia, i tre articoli del Codice penale che puniscono con l’ergastolo o la pena di morte il vilipendi all’islam.
Jacob ricorda la sentenza della Corte Suprema che a novembre 2015 e ha escluso che “discutere o criticare la legge di blasfemia costituisca reato di blasfemia”, posizione giuridica che ha consentito che nella società, nella comunità religiose, nei mass media e nella politica si riapra il dibattito sulla cosiddetta “legge nera”.
Lo studioso cattolico riporta dati significativi: una ricerca condotta di recente dalla “Legal Aid Society” di Karachi ha dimostrato che la maggior parte delle denunce per casi di blasfemia si basavano su false accuse derivanti da questioni di proprietà o altre vendette personali. Un'altra ricerca della “Commissione internazionale dei giuristi” ha affermato che in 15 casi su 25 assoluzioni sentenziate dall’Alta Corte, in processi per blasfemia, le accuse sono risultate “fabbricate”, mentre in 9 casi l’assoluzione è giunta per vizi nelle indagini e in 2 per motivi di infermità mentale. (PA) (Agenzia Fides 6/2/2016)


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