VATICANO - Il Card. Filoni in India: “Calcutta è diventata sinonimo di misericordia grazie a Madre Teresa”

martedì, 15 settembre 2015
Cardinal Filoni

Il Cardinale Filoni sulla tomba di Madre Teresa

Calcutta (Agenzia Fides) – Sono stati tre gli appuntamenti particolari che hanno caratterizzato la giornata del Card. Fernando Filoni in India, nell’arcidiocesi di Calcutta, lunedì 14 settembre: l’incontro con Vescovi, sacerdoti, religiosi e laici; il discorso a formatori, seminaristi, novizi e novizie, e nel pomeriggio la Santa Messa nella Basilica di “Our Lady of the Rosary”.
Il Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione, in questa seconda tappa della sua visita pastorale in Asia dopo il Bangladesh, ha incontrato Vescovi, sacerdoti, religiosi e laici di Calcutta nell’auditorium del St. Xavier’s College. “Vengo in questa Arcidiocesi come pellegrino – ha detto il Card. Filoni nel suo discorso -, solo tre mesi prima dell'inaugurazione dell'Anno Giubilare della Misericordia annunciato da Sua Santità Papa Francesco, del quale vi porto la sua Benedizione Apostolica. In India e in tutto il mondo, Calcutta è diventata sinonimo di misericordia attraverso la lungimiranza, l'amore e la misericordia della Beata Madre Teresa verso i poveri e i diseredati”.
Il Cardinale si è ampiamente soffermato sul tema dell'evangelizzazione e della missione della Chiesa, ribadendo che “tutti hanno il diritto di ricevere la Buona Novella” e “tutti i cristiani hanno il dovere di annunciare il Vangelo, senza escludere nessuno”. “Oggi l'attività missionaria è la sfida più grande per la Chiesa e il nostro impegno missionario deve sempre rimanere in cima all'agenda diocesano o al piano pastorale” come ci invita la Evangelii Gaudium.
Quindi ha ricordato ai “fratelli Vescovi” la loro grande responsabilità per la vita della Chiesa: “dobbiamo guidarla con l’esempio e dobbiamo fare il primo passo”. I sacerdoti devono “mettersi in gioco, con la parola e con le opere, nella vita quotidiana delle persone”. Ha invitato i religiosi a “mettere Cristo al centro della loro spiritualità e di tutte le loro attività, proprio come Madre Teresa”. Infine ha esortato i laici ad attingere dal Vangelo nuovo entusiamo per la missione, in quanto “il Vangelo è amicizia con Gesù Cristo; il Vangelo è amore del prossimo”.
Nel discorso ai formatori, ai seminaristi, ai novizi e alle novizie dell’arcidiocesi di Calcutta, che ha incontrato nel Seminario regionale “Morning Star” a Barrackpore, il Card. Filoni ha sottolineato che “fin dal suo inizio, la Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli ha considerato la formazione sacerdotale come uno dei ministeri più importanti della Chiesa” e che “la formazione oggi è davvero una grande sfida, soprattutto nel contesto della globalizzazione contemporanea”. Ha quindi ringraziato i formatori per il loro impegnativo incarico e li ha invitati ad essere attenti affinché “i seminaristi siano introdotti in un'autentica spiritualità missionaria, che li trasformi in ministri zelanti, impegnati e gioiosi del Vangelo di Gesù”. Richiamando l’attualità della Esortazione apostolica “Pastores dabo vobis” sulla formazione dei sacerdoti, il Cardinale si è rivolto ai seminaristi e ai novizi: “attraverso la vostra fede e generosità avete dato una risposta positiva a Colui che vi ha chiamati, che vi ha scelto per essere ‘uno strumento nelle Sue mani’. La vostra umile risposta deve essere in sintonia con una vita di fede ed è facilmente riconoscibile dagli altri nelle vostre parole e azioni. Ricordate che siete chiamati ad un servizio spirituale, non a qualcosa che porta un guadagno personale, una posizione nella società, o un potere”.
Nel pomeriggio di ieri, il Card. Filoni ha presieduto la Santa Messa nella festa dell’Esaltazione della Santa Croce, nella Basilica di “Our Lady of the Rosary” a Bandel. “La Croce di Cristo è lo strumento dell'amore con cui Dio ci ha salvato” ha detto nell’omelia. “Da essere un oggetto di scherno e di vergogna, la Croce è diventata il segno dell'amore e della gloria. In effetti, l'adorazione della Croce è l'adorazione di Gesù Cristo, e questo strumento di tortura e di morte è diventato uno strumento di vita e di grazia”. (SL) (Agenzia Fides 15/9/2015)


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