OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - I Vescovi: “Condizioni sicure e umane per i profughi”

martedì, 3 febbraio 2015

Port Moresby (Agenzia Fides) – Offrire ai richiedenti asilo lo status di “rifugiato” e garantire “condizioni sicure e umane” a quanti arrivano, da migranti, nelle rispettive nazioni: lo chiedono i Vescovi della Papua Nuova Guinea e Isole Salomone al governo della Papua e al governo australiano in un comunicato diffuso mentre la questione dei rifugiati agita ancora le nazioni dell’Oceania.
La scorsa settimana il Primo ministro della Papua Nuova Guinea, Peter O'Neill, ha detto che la maggior parte degli oltre mille richiedenti asilo – di molte nazionalità, per la maggior parte asiatici – che si trovano oggi nel Centro di detenzione nell’isola di Manus non sono “veri rifugiati” e che saranno rimpatriati “nel giro di settimane”. I detenuti per alcuni giorni hanno fatto lo “sciopero della fame” per protestare contro i piani del governo.
Nella nota inviata a Fides, firmata da p.Victor Roche, SVD Segretario generale della Conferenza Episcopale, i Vescovi chiedono di “non costringere i richiedenti asilo a ritornare nel loro paese, se non sono sicuri” e di “fornire loro condizioni sicure e umane”.
Nei mesi scorsi i Vescovi avevano chiesto alle istituzioni, “una risposta veramente umana” al fenomeno di quanti fuggono da situazioni di pericolo o di conflitto nei paesi d'origine. Quando il Centro di detenzione sull’isola di Manus è stato riaperto, nel contesto di un accordo con il governo australiano, i Vescovi dissero che era ingiusto, secondo la Costituzione della Papua, “portare nel nostro paese e imprigionare le persone che non hanno violato le nostre leggi”, invitando a ricercare “una soluzione degna di una grande nazione, rispettosa dei diritti umani”. (PA) (Agenzia Fides 3/2/2015)


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