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2014-02-14

ASIA/INDIA - “Essere davvero una Chiesa dei poveri”: messaggio finale dell’assemblea dei Vescovi

Palai (Agenzia Fides) – Per essere autenticamente evangelizzatrice, la Chiesa è chiamata a diventare esempio di semplicità, trasparenza, giustizia, misericordia, in una società inquinata da corruzione e violenza: è quanto afferma il comunicato finale della 31a assemblea della Conferenza Episcopale indiana (Cbci), riunitasi a Palai (Kerala), dal 5 al 13 febbraio, sul tema “Una Chiesa rinnovata per una società rinnovata”. Nel testo inviato a Fides, i Vescovi dicono, sull’esempio di Papa Francesco: “Vogliamo che la Chiesa sia veramente una Chiesa dei poveri”.
Nella nota giunta a Fides, i 187 Vescovi partecipanti ribadiscono che “la Chiesa in India cerca di vivere secondo la visione del Concilio Vaticano II”: “Riaffermiamo la visione di Chiesa, sancita nella costituzione Lumen gentium, come popolo di Dio in cammino verso Cristo” e come “comunità evangelizzatrice”, indicata nel decreto Ad Gentes. Inoltre “vogliamo essere, come detto nella costituzione Gaudium et spes, una Chiesa coinvolta nelle lotte dell'umanità sofferente, sulla base dei principi di rispetto per la persona, di solidarietà e dialogo”.
Nella dinamica interna della Chiesa, i Vescovi intendono valorizzare “le piccole comunità cristiane, nate in molti luoghi, radicate nella Parola e nell'Eucaristia”, che “sono segno di vitalità e strumento di formazione e di evangelizzazione”.
Sui piani e gli orientamenti futuri, i Vescovi notano che occorre promuovere l’esperienza e l’incontro con Dio, attraverso la Parola e i Sacramenti. Da qui deriva tutto il resto: “L'esperienza di Dio porta a una conversione interiore resa visibile nella semplicità della nostra vita, nell’atteggiamento di amore, compassione e perdono, sull’esempio di Papa Francesco”, affermano. “L'esperienza di Dio porterà al coinvolgimento con gli emarginati, con quanti vivono nelle periferie economiche, culturali e sociali. Parleremo contro tutte le forme di ingiustizia perpetrate contro di loro e faremo valere i loro diritti” prosegue il testo. “Vogliamo che la Chiesa sia veramente una Chiesa dei poveri” dicono i Presuli, riaffermando “piena solidarietà con i dalit in India che continuano a essere oppressi”. La Conferenza episcopale “ribadisce la sua volontà di lottare per la parità dei diritti dei dalit cristiani, chiedendo l’abolizione dell’Ordine presidenziale del 1950, che discrimina ingiustamente i dalit cristiani”. Inoltre la Chiesa si impegna a “sradicare tutte le forme di discriminazione al suo interno e a garantire pari opportunità ai dalit cristiani”.
Il messaggio si sofferma anche sul ruolo dei laici, a cui va dato maggiore spazio nella pastorale; tocca poi la lotta contro la discriminazione delle donne, cui vanno assicurate “pari dignità e pari opportunità”, appoggiando la campagna “contro il feticidio femminile e la violenza di genere”. I Vescovi chiedono una “più significativa presenza cristiana nella vita politica e pubblica” e propongono il dialogo “come stile di presenza in una terra ricca di culture e religioni antiche”: “La Chiesa in India deve essere una Chiesa in dialogo. Esortiamo il fedeli laici a impegnarsi nel dialogo di vita” dice il testo. Ultimo punto: la salvaguardia del creato, per uno sviluppo sostenibile. (PA) (Agenzia Fides 14/2/2014)

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