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2013-10-26

ASIA/BRUNEI - Approvata la legge islamica nel codice penale, la Chiesa chiede sia solo per i musulmani

Bandar Seri Begawan (Agenzia Fides) – Il sultanato del Brunei ha approvato numerose disposizioni della “sharia” (la legge islamica) nel nuovo Codice penale, promulgato nei giorni scorsi dal sultano Hassanal Bolkiah. Il nuovo Codice, che entrerà in vigore entro sei mesi, prevede, tra l’altro, misure come l’amputazione di un arto per il reato di furto, la fustigazione per la vendita o consumo di alcol o per l’aborto, la lapidazione per l’adulterio, la punizione per apostasia, proprio come previsto dalle ordinanze “hudud”, menzionate nel Corano e dalla Sunna del Profeta Maometto. La Chiesa cattolica nel piccolo sultanato – dove esiste un Vicariato Apostolico guidato dall’Arcivescovo Cornelius Sim, con tre chiese parrocchiali, tre preti e nel complesso 20mila cattolici – esprime le sue preoccupazioni: p. Robert Leong, parroco nella Chiesa dell’Immacolata Concezione, interpellato dall’Agenzia Fides, auspica che “tali disposizioni si applichino solo ai cittadini musulmani, come è nella tradizione”. La “sharia”, infatti, è generalmente limitata a musulmani, ma può estendersi ai non musulmani se questi sono complici di un reato commesso da un musulmano. Non è tuttora chiaro – e potrà esserlo solo quando i primi casi saranno perseguiti – se il nuovo codice sarà applicato con estremo rigore o con tolleranza. Finora, infatti, tribunali islamici in Brunei si occupavano soltanto di questioni di diritto familiare, come l’eredità e i matrimoni. Per i cristini la speranza è che le nuove disposizioni “non intacchino la libertà religiosa esistente, prevista dalla Costituzione”, nota p. Leong. In Brunei è proibita la predicazione di fedi diverse dall’islam sunnita. “Abbiamo libertà di culto, di pregare e svolgere le nostro liturgie cristiane senza problemi”, racconta P. Robert. “Generalmente intratteniamo buone relazioni con i musulmani e le minoranze religiose non soffrono particolari problemi. Il dialogo interreligioso istituzionale dipende, invece, dalla volontà e dalle iniziative dei leader islamici: l’anno scorso abbiamo vissuto un meeting interreligioso, quest’anno non ancora”.
In Brunei, su circa 400mila abitanti, il 70% è musulmano di etnia malay, mentre il 15% della popolazione è di etnia cinese, con altri gruppi indigeni. Il 30% della popolazione è composta da minoranze non islamiche. I cristiani delle diverse confessioni sono, nel complesso, circa il 13%. (PA) (Agenzia Fides 26/10/2013)

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