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2013-09-09

ASIA/AFGHANISTAN - “Giustiziare i convertiti al cristianesimo”: appello-shock in Parlamento

Kabul (Agenzia Fides) – Un membro del Parlamento afgano ha suggerito che quanti si convertono dall'islam al cristianesimo siano giustiziati, secondo la sharia (legge islamica), per fermare la rapida crescita del cristianesimo tra i cittadini afgani, all’interno del paese e all’estero. Come riferito a Fides da fonti locali, l’appello-shock del parlamentare musulmano Nazir Ahmad Hanafi è giunto dopo un rapporto pubblicato dalla stampa afgana che notava l’aumento dei cristiani in Afghanistan. Hanafi ha detto all’assemblea: “I cittadini afgani continuano a convertirsi al cristianesimo in India. Questa è un'offesa alla Legge islamica e, secondo il Corano, devono essere giustiziati”. In precedenza, un altro membro del Parlamento afgano aveva riferito che in India, dove vi sono migliaia di profughi afgani, è stata costituita una comunità cristiana chiamata “Chiesa degli Afgani”, dove sono invitati tutti i cittadini provenienti da Kabul.
Come appreso da Fides, nel dibattito seguito in assemblea, un altro Parlamentare, Abdul Latif Pedram, ha dichiarato che “le conversioni al cristianesimo sono il risultato della presenza degli Statai Uniti in in Afghanistan”. In conclusione, Abdul Rauf Ibrahimi, presidente del Parlamento, condannando tutte le attività di “proselitismo cristiano” in Afghanistan, ha ordinato al Comitato nazionale per la sicurezza di “seguire seriamente la questione”.
Leader islamici dell'Afghanistan considerano la crescita del cristianesimo una minaccia al paese e hanno messo in guardia il governo sull'influenza del cristianesimo. Nei mesi scorsi il “Consiglio Islamico dell'Afghanistan” ha notificato con preoccupazione al presidente Karzai la crescente presenza in Afghanistan di lavoratori stranieri di religione cristiana. Secondo fonti locali, anche alcuni membri del Parlamento afgano si sono convertiti segretamente al cristianesimo, nonostante i rischi connessi. (PA) (Agenzia Fides 9/9/2013)

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