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2013-07-17

ASIA/PAKISTAN - Tre donne cristiane denudate e umiliate: la giustizia si muove

Lahore (Agenzia Fides) – La giustizia finalmente si è mossa, nel caso di tre donne cristiane denudate, derise e umiliate da musulmani a Kasur. E' passato oltre un mese da quell’episodio, avvenuto il 3 giugno, che ha destato scalpore e indignazione in Pakistan (vedi Fides 3/7/2013) . Come appreso da Fides, dopo le pressioni e le proteste delle comunità cristiane e della società civile, dopo i forti appelli alla politica e alle istituzioni, l’Alta Corte di Lahore ha preso atto della questione e ha inviato un giudice distrettuale a Kasur per indagare sull'incidente. Il giudice avrà il compito di presentare una relazione entro due settimane. L’Alta Corte ha convocato le due parti in tribunale, registrandone le dichiarazioni e criticando l’operato della polizia locale. Uno fra gli accusati, Muhammad Munir, raccontando la sua versione dei fatti in una dichiarazione giurata, ha ammesso che le tre donne cristiane sono state picchiate, denudate e costrette a sfilare nude in città.
Nella dichiarazione, pervenuta a Fides, Munir ammette che la controversia è iniziata a causa dello sconfinamento di alcuni armenti del cristiano Shoukat Masih e di suo padre Sadiq Masih nel terreno del padre di Munir, proprietario terriero. Convinto da altri, Munir si è recato con altri 11 uomini musulmani a casa di Shoukat, per dargli una lezione. Non avendolo trovato, alcuni hanno iniziato a percuotere le donne presenti, Arshad Bibi, Sajida Bibi e Sauriya Bibi, trascinandole per i capelli fino al mercato di Pattoki, nei pressi di Kasur,, dove sono state spogliate, derise e umiliate pubblicamente. Munir dice di aver solo assistito alla scena (trasformandosi dunque in testimone oculare) e di non aver preso parte attiva alle violenze. L’avvocato delle donne, il cristiano Mushtaq Gill, si dice a Fides “soddisfatto dell’evoluzione dei fatti e delle disposizioni dell’Alta Corte”. Gill è Direttore dell’Ong LEAD, che sta provvedendo assistenza legale gratuita alle vittime.
L’episodio è divenuto in Pakistan un “caso politico” in quanto il proprietario terriero in questione, il musulmano Abdul Rasheed, è noto sostenitore della Pakistan Muslim League-N (PML-N), il partito al governo in Punjab e a livello federale. Come riferito a Fides, il parlamentare Rana Ishaq, membro dell’Assemblea Nazionale nelle file della PML-N, ha pubblicamente difeso e cercato di aiutare Abdul Rasheed e suo figlio, per evitare che fossero incriminati (PA) (Agenzia 17/7/2013)

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