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2013-05-27

AMERICA/HONDURAS - Le bande armate siglano una tregua, al via il dialogo: Mons. Emiliani informa il governo

San Pedro Sula (Agenzia Fides) – Il lungo lavoro e la tessitura di dialogo e negoziato dietro le quinte ha dato i suoi frutti: Mons. Rómulo Emiliani, Vescovo ausiliare di san Pedro Sula, ha confermato che domani, martedì 28 maggio, nel carcere di San Pedro Sula, nel nord del Paese, le due bande armate “Mara Salvatrucha” e “Barrio 18”, che stanno combattendosi ferocemente nel paese, firmeranno una tregua, chiederanno perdono alla società e presenteranno la loro disponibilità a dialogare con il governo.
Si tratta di un passo avanti importante, come sottolinea il Vescovo nella nota inviata a Fides: “Se la Colombia sta negoziando con i guerriglieri delle FARC, è la prova che si può negoziare, anche con gruppi illegali perché le istituzioni non possono pensare di rimanere ferme, immobili, a raccogliere i frutti di questa trattativa, senza negoziare”. Mons. Emiliani si dice soddisfatto perché “i gruppi faranno una dichiarazione pubblica di tregua, chiederanno scusa alla società, si diranno pronte a dialogare con la polizia”. "Il governo è informato, adesso deve esprimersi per il dialogo e prendere iniziative", ha concluso.
L’Honduras è uno dei paese più violenti al mondo. Infatti l'ultimo rapporto pubblico sulla violenza registra 85 omicidi ogni 100mila abitanti (Vedi Fides 7/05/2013). Il paese vive una situazione di violenza, in gran parte causata dallo scontro fra bande criminali. L’opera della Chiesa nelle carceri ha scoperto la possibilità di proporre una convivenza pacifica guidata dagli stessi protagonisti e ha dato priorità al lavoro pastorale nei centri di reclusione (vedi Fides 12/09/2012).
Solo pochi giorni fa il Cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, domandava a tutti nella cattedrale di Tegucigalpa: “Come si vive in Honduras? Io rispondo: con paura!”. E proprio per questo che il Cardinale ha invitato la comunità e tutta la popolazione ad impegnarsi per cambiare la situazione di violenza. “Ma se noi non lavoriamo per la giustizia, sarà molto difficile vivere in pace”. (CE) (Agenzia Fides, 27/05/2013)

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