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2013-04-27

ASIA/BANGLADESH - Otto arresti per il crollo della fabbrica, tre ragazze cristiane disperse

Dacca (Agenzia Fides) – Mentre si continua a scavare sotto le macerie del palazzo di otto piani crollato mercoledì scorso alla periferia di Dacca, seppellendo oltre tremila persone, tutti operai di tre aziende tessili, la Polizia ha arrestato otto persone. Fra loro Bazlus Samad, proprietario della azienda “New Wave”, che avrebbe intimato ai lavoratori di continuare il lavoro, nonostante l’instabilità dell’edificio, e Mahmudur Rahaman Tapash, amministratore delegato di una delle tre fabbriche che erano nel palazzo. Intanto il bilancio provvisorio dei morti è salito a 340 mentre altri 45 superstiti sono stati tratti in salvo nella notte scorsa. Si stima che circa 2.000 persone sono state salvate in due giorni, oltre la metà sono feriti, mentre i dispersi restano circa mille. Secondo informazioni pervenute a Fides, fra i dispersi vi sono anche tre operaie cristiane, ragazze giovani che si erano formate in un centro professionale gestito dai missionari del PIME. Missionari e volontari cristiani giunti in loco – che stanno collaborando alle operazioni di salvataggio – continuano a cercarle fra le macerie e negli ospedali che accolgono i feriti.
“Coloro che sono coinvolti, soprattutto il proprietario che ha costretto i lavoratori a lavorare lì – nonostante gli avvertimenti - saranno puniti”, ha detto il primo ministro Sheikh Hasina. L’episodio ha generato rabbia diffusa e cortei di operai hanno manifestato anche in modo violento, scontrandosi con la polizia. “Le richieste sono la legittima sicurezza sul lavoro” spiega a Fides p, Franco Cagnasso, missionario PIME a Dacca, “anche perché episodi di tal genere si susseguono e il problema è ampio e diffuso”.
Il crollo del palazzo getta benzina sul fuoco nella situazione di alta tensione politica e sociale che si registra nel paese (vedi Fides 19 e 26/4/2013). I partiti di opposizione e i partiti islamisti hanno colto l’occasione per strumentalizzare il fatto, addossando la responsabilità al governo dell’Awami League, di cui si chiedono le dismissioni. Anche perché il proprietario del palazzo crollato è un uomo vicino alla Awami League. Il fronte dell’opposizione al governo include sia il tradizionale “Partito Nazionalista del Bangladesh” (BNP) ma anche un variegato schieramento di tipo islamista, composto dall’antico partito “Jamaat-islam” e da nuove formazioni e movimenti come “Hefajat-Islam” (“Protettore dell’Islam”) e “Ahle Sunnat Wal Jamaat”, che chiedono una maggiore islamizzazione del paese. (PA) (Agenzia Fides 27/4/2013)

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