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Asia

2013-01-26

ASIA/MYANMAR - La società civile: la pace con i kachin è l’urgenza per il paese

Yangon (Agenzia Fides) – “L’autentica urgenza per il paese è la pace” affermano gruppi della società civile in Birmania, che hanno raccolto e rilanciato un appello diffuso dall’organizzazione “Birmania Democratic Concern” (BDC). Il testo dell’appello, inviato all’Agenzia Fides, nota che “i combattimenti tra il governo e le truppe Kachin si intensificano nello Stato Kachin” e chiede ai due eserciti in lotta, al governo e ai parlamentari birmani, come alla comunità internazionale, di “fare tutti gli sforzi necessari per riportare una pace duratura in terra Kachin e con i differenti gruppi etnici della Birmania”.
“Il dialogo autentico è l’unica strada per il bene dei popoli della regione e per la pace in Birmania” si afferma. Le organizzazioni ribadiscono: “Crediamo nell'uguaglianza e promuoviamo l’armonia nella diversità. Crediamo nella pacifica coesistenza tra le persone con idee, credenze, lingua, religione e costumi diversi”. “Per realizzare una vera riconciliazione nazionale in Birmania, urge ripartire dalla pace. Il conflitto fra il Governo centrale e l’esercito Kachin è la grande sfida per la democratizzazione della Birmania” prosegue il testo pervenuto a Fides. “I leader di entrambi gli eserciti devono pensare che la pacificazione si potrà ottenere solo con mezzi pacifici: non si può raggiungere la pace con la guerra”. Per questo si chiede l’immediata cessazione delle ostilità militari e l’avvio di un tavolo di negoziato.
I gruppi chiedono al governo di “istituire una unione federale”, tutelando i diritti come la lingua, la cultura, l'ambiente, la religione delle minoranze etniche che abitano il Myanmar, e lavorando senza indugi per costruire la pace in tutte le aree del paese, dato che “bambini, donne e anziani stanno pagando il prezzo più alto nel conflitto”.
Il conflitto civile nello stato Kachin (Myanmar del nord) dura da 19 mesi. Da circa un mese le forze armate birmane stanno attaccando i ribelli con elicotteri e aerei da combattimento, con gravi ripercussioni sui civili. Oltre 100.000 profughi kachin hanno perso le loro case e qualsiasi mezzo di sussistenza. (PA) (Agenzia Fides 26/1/2013)

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